Amri filmato a Lione S’indaga sui complici

27 Dicembre 2016

L’attentatore di Berlino ripreso alla stazione della città francese Vertice sicurezza a Milano con un pool di investigatori tedeschi

ROMA

A . quattro giorni dall’uccisione alle porte di Milano di Anis Amri, il ventiquattrenne sospettato della strage al mercatino di Natale di Berlino, gli inquirenti cominciano a fare luce sia sul percorso fatto dal terrorista sia sul contesto in cui si è mosso. Mentre si continua ad indagare sugli appoggi che il terrorista ha avuto in Italia, Francia e in Germania. Che sia stato supportato da una rete di fiancheggiatori è ormai sempre più evidente. Un pool di investigatori tedeschi nei giorni scorsi sono arrivati a Milano per un confronto sull’inchiesta.

Passaggio in Francia. Confermato dunque il passaggio di Amri in Francia, a Lione. L’indagine a questo punto coinvolge tre paesi: la Germania luogo dell’attentato; l’Italia dove è stato bloccato dalla polizia e ucciso, la Francia dove è fuggito dopo la strage. Amri ha lasciato tracce alla stazione di Lione Part-Dieu dove ha acquistato un biglietto ferroviario per Milano, corrispondenza Chambery. Le telecamere di sorveglianza lo hanno ripreso mentre paga in contanti.

Biglietto sospetto. Il biglietto era stato trovato nelle sue tasche quando è stato ucciso venerdì alle 3 di mattina davanti alla stazione di Sesto San Giovanni. Aveva con se titoli di viaggio per il tragitto Lione-Chambery-Milano, ma uno non era stato timbrato. Particolare che aveva sollevato dubbi sul percorso effettivamente compiuto da Amri. La certezza che era a Lione arriva ora dalle immagini della videosorveglianza della stazione francese. A questo punto, l’ultima parte della sua fuga è stata ricostruita: è entrato in Italia arrivando da Torino con il Tgv via Lione-Chambery dove è partito il 22 dicembre. Nel capoluogo piemontese è rimasto tre ore in attesa del treno per Milano dove è arrivato alle 0,46 del 23. Dalla stazione Centrale a Sesto San Giovanni è salito su un bus sostitutivo del servizio di metropolitana, a quell’ora chiusa. Alle 3 era a Sesto, alle 3,08 è stato fermato dagli agenti. Ma la ricostruzione del percorso non è ancora completato: manca la parte relativa alla Germania. Da quando, lunedì 19 dicembre, scappa dal mercatino di Natale nel cuore di Berlino, fino al 22 che riappare alla stazione di Lione. Cosa ha fatto in quei tre giorni? Da capire anche le ragioni per cui si è diretto nel comune alle porte di Milano. Apparentemente è rimasto sempre da solo, ma si cerca la rete degli appoggi. L’ipotesi degli inquirenti è che a Sesto quella notte, aspettava qualcuno che doveva consegnarli documenti falsi.

Blitz in Tunisia. In Tunisia, intanto, nel corso di un’operazione delle forze di sicurezza è stata smantellata una cellula terroristica composta da tre persone. Una delle tre è il nipote di Amri. Interrogato, il ragazzo avrebbe riferito che lo zio - con cui comunicava tramite Telegram - lo ha reclutato inviandogli anche una somma di denaro ed un documento falso per raggiungerlo in Germania ed arruolarsi nella rete tedesca dell’Is, guidata dal salafita iracheno Abu Walaa, arrestato lo scorso 8 novembre. La difficoltà adesso è mettere insieme i segmenti in possesso di forze di polizia di paesi differenti per avere un quadro più chiaro su chi era Anis Amri, di quali complicità ha goduto e che tipo di appoggi riteneva di trovare in Italia. Da capire anche se la calibro 22 con cui quella notte ha sparato all’agente è la stessa arma con cui è stato ucciso il camionista polacco. L’uomo che ha lottato con tutte le sue forze per evitare la strage. (f. cup.)

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