Anche a Pescara un ostello per i giovani stranieri

4 Dicembre 2017

Una sede da aprire in città, avviati contatti con operatori pubblici e privati La proposta durante la lezione sul turismo sociale a Economia aziendale 

PESCARA. Innovare e diversificare l'offerta turistico-alberghiera - a partire da Pescara- per intercettare un mercato che ha un potenziale di 5 milioni di giovani, il 70% dei quali provenienti dall’estero, specie dal Nord Europa. È l'obiettivo che anche in Abruzzo si prefigge l’Aig, l’Associazione italiana alberghi per la gioventù, che ha firmato un protocollo d'intesa con Anci, Associazione nazionale comuni Italiani, e che dopo L'Aquila ha tenuto lezioni sul turismo sociale e scolastico all'università di Chieti-Pescara, agli studenti del dipartimento di Economia aziendale.
Protagonisti dell’iniziativa che sta toccando numerose città italiane, Carmelo Lentino, segretario nazionale Aig, Roberto Messina, responsabile della Comunicazione e dei progetti culturali Aig, e Felice Marinucci, presidente Aig Abruzzo. Ma è intervenuto anche il professore di sociologia Roberto Veraldi.
«Anche in Abruzzo sono già in corso contatti con operatori pubblici e privati», esordisce Lentino, «con l'obiettivo di far sì che strutture dismesse o parzialmente utilizzate, o che intendano contrastare la concorrenza della ricettività low cost, entrano a far parte di un circuito affermato, a livello mondiale che conta oltre 5.500 strutture e 5 milioni di giovani tesserati in più di 90 Paesi». Nessuna di queste strutture è però oggi presente in Abruzzo, nemmeno nelle città universitarie, dove invece la presenza di un ostello è la norma, in Italia e in Europa. «Un paradosso, se vogliamo», spiega Marinucci, «L'Abruzzo ha un potenziale turistico enorme, con le sue coste, le sue montagne, i suoi parchi e i suoi beni artistici e architettonici. Un potenziale che impone di trovare nuove strade e offrire prodotti innovativi sul mercato mondiale».
E il modello di ricettività dell’ostello per la gioventù presenta proprio questo prodotto innovativo, assicurano quelli di Aig, per quanto sia nato a inizio 900 in Germania e introdotto in Italia solo nel 1945, contando ora, a livello nazionale, 100 strutture. «L’ostello», entra nel merito Lentino, «è calibrato proprio sul target a cui l'Abruzzo e non solo deve puntare: i giovani del nord Europa, e anche meno giovani, ad esempio, che culturalmente preferiscono spendere meno per dormire, e qualcosa in più per visitare un museo».
L'ospitalità in camerate, purché belle, accoglienti e ordinate è considerata cosa normale, e anche preferibile. Da statuto, poi, gli ostelli della gioventù devono avere adeguati e ampi spazi di socializzazione. Non sono infatti solo luoghi dove trascorrere la notte, in essi devono essere organizzati eventi musicali e culturali, mostre, laboratori di vario genere. Che rappresentano un loro punto di forza, perché consentono ai giovani viaggiatori di socializzare con i coetanei, di introdursi al meglio nella realtà in cui vogliono dispiegare la loro esperienza turistica».
Questa tipologia di ricettività non fa concorrenza a quella degli hotel tradizionali, perché sottolinea Messina, «si rivolge a una diversa platea di clienti. Come dimostrano i dati della rete internazionale in cui Aig si inserisce, molti giovani semplicemente non visitano una città se in essa non c’è un ostello». Gli ostelli per la gioventù, è stato poi spiegato, in Germania e in altri Paesi del nord Europa e non solo, sono considerati un servizio pubblico essenziale, tanto è vero che ricevono finanziamenti statali, e molte scuole li scelgono come vacanze formative. «Il turismo in Abruzzo», conclude Varaldi, «ha un potenziale enorme e per intercettarlo e per destagionalizzare, tema quanto mai attuale, le presenze turistiche, occorre diversificare l’offerta».