Anche i guanti sono introvabili: scoppia la protesta dei cittadini

14 Maggio 2020

I farmacisti: «La gente ci insulta perché siamo sprovvisti». Anche market e ferramenta non li hanno E un gruppo di commercianti ha unito le forze per una maxi ordinazione di centomila scatole

PESCARA. Dopo le mascherine, anche i guanti: non si trovano. Inutile cercarli. La guerra contro il coronavirus si affronta con le armi spuntate. In nitrile o lattice, neri, bianchi, azzurri o verdi, sono impossibili da rintracciare nei supermercati, così come in farmacia o alle ferramenta.
Quelli che oggi vengono chiamati "dispositivi di sicurezza contro il coronavirus" fino a due mesi fa, prima che iniziasse l'emergenza, erano solo guanti di plastica utilizzati per proteggersi dai detersivi, dalle polveri o usati dai parrucchieri per non macchiarsi le dita di tinta per capelli. Oggi sono dei salvavita imposti all'utenza dalle disposizioni governative. E malgrado gli annunci istituzionali, non si trovano da nessuna parte. Neanche a volerli pagare 8, 10, 13 euro a scatola contenente 100 pezzi. Questi sono i prezzi attuali alla vendita, solo qualche euro in meno i costi a carico dei venditori. Questi ultimi, accade in un punto vendita di piazza Martiri Pennesi, sono arrivati al punto di costituire una task force tra commercianti per poter richiedere «un minimo di 100mila scatole, altrimenti i fornitori non ci fanno l'invio».
C'è un business pazzesco sulla filiera dei guanti, così come delle mascherine, che vengono prodotti in Malesia e in Cina. Milioni di pezzi che rimangono bloccati nei porti e non arrivano a destinazione, o ci arrivano con ritardi mostruosi, impastoiati in una burocrazia lenta e farraginosa. Così monta la furia dei cittadini che se la prendono con chi deve fare gli approvvigionamenti.
«La gente ci chiede i guanti e quando rispondiamo che ne siamo sprovvisti, ci insulta», rivela la farmacista di via Venezia, Patrizia De Gennaro, mentre risponde a una serie di telefonate di clienti che chiedono guanti e termoscanner, «ci incolpa di non essere in grado di procurarci il materiale. Invece noi non solo abbiamo fatto gli ordini, ma siamo in attesa da settimane. Sono bloccati alle dogane, nei carghi, ad Ancona. Il problema è che quando arrivano, i costi per noi sono talmente alti che una scatola dovremo rivenderla a 13 euro, ma chi la compra?», si interroga la farmacista che sottolinea con rammarico: «Anche noi come i medici e gli infermieri siamo in prima linea, ma non ce lo riconosce nessuno». All'Eurospar di piazza Martiri Pennesi, uno dei titolari, Fortunato Martino, svela che «con altri commercianti della città, ci siamo dovuti unire per fare un ordine di 100mila scatole di guanti. Al di sotto di questa soglia, i fornitori non ci mandano il prodotto». E se fino a due mesi fa, «il costo di una scatola ammontava a 2 euro e 90, ora raggiungiamo i 7-8-9, 10 euro perché anche per noi i costi sono alti. La prossima partita dovrebbe arrivare tra una settimana, dieci giorni».
Alla farmacia Bovio, il dottor Francesco Artese, riferisce che la fornitura va a ruba: «Cinquanta scatole sono terminate in due giorni». E nemmeno a prezzi low cost: «Da 10 a 13 euro al pubblico, ma per noi il ricarico è bassissimo». Stessa trafila alla farmacia Adriatica, all'Eurospar e al Tigre di viale Bovio. «Noi abbiamo i guanti gialli, belli spessi, per lavare i piatti, a due euro», ci scherzano su Pierluigi e Dario Orlando, padre e figlio, e Andrea Ciaciò, della ferramenta L'Hobby Snob di viale Bovio, «quelli in nitrile e in lattice tradizionali o extra pesanti non li abbiamo, al momento. Avrebbero costi troppo alti, dai 10 ai 15 euro perché noi non li paghiamo meno di 8, e la nostra clientela non li compra. Li riordineremo in tempi migliori, ma intanto vanno forte le visiere, da 8 e 10 euro».
«I guanti sono sempre serviti per lavorare», osserva Francesca Viola, titolare della caffetteria Aurora di via Venezia, «e ora, invece, servono anche per guidare la macchina e portare a spasso il cane». Ma non si trovano facilmente: «Pensi di ordinarli su internet, perché introvabili nei classici supermercati, ma poi vedi che costano tre volte tanto. E ti arrabbi sulla speculazione che esseri ignobili esercitano in una situazione critica e difficile. Dove sono le istituzioni che dovrebbero controllare e aiutare la gente?». Alessandra Nissi, titolare della tabaccheria 35 di corso Vittorio, i guanti li ha trovati «da un macellaio che li distribuisce ai clienti gratuitamente». La stessa fortuna hanno avuto Loredana e William, residenti a Santa Filomena, che li hanno trovati "free" in un negozietto di chincaglierie della zona.
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