Anche L’Aquila e Teramo avranno il super ospedale

12 Ottobre 2018

Ecco tutte le novità e le conferme sui presìdi pubblici che saranno approvate oggi Sono sette quelli principali. Nella tabella la localizzazione di tutte le discipline

PESCARA. L’Aquila e Teramo allo stesso livello di Chieti e Pescara: anche loro avranno un super ospedale regionale. E poi l’intero elenco delle discipline delle Unità operative complesse con le loro localizzazioni nei presidi ospedalieri (vedi la tabella), e l’articolazione esatta della nuova rete ospedaliera abruzzese che oggi sarà approvata dalla giunta regionale, che ne ha competenza come prevede un parere dell’ufficio legislativo della Regione, prima di essere inviata al tavolo di monitoraggio a Roma.
I CAPOLUOGHI. Il nuovo piano è organizzato secondo il principio delle «reti cliniche integrate, modello Hub e Spoke», previsto dal Decreto Lorenzin, in sette presìdi sede di Dea di I livello, e per ora con i due ospedali di Chieti e Pescara, in connessione funzionale, per le funzioni di Dea di II livello. Ma la Commissione per lo studio di fattibilità per la realizzazione di un secondo Dea di II livello all’Aquila e Teramo, insediatasi il 5 maggio 2018, ha già «concordato l’utilizzo della metodologia di lavoro già impiegata dalla Commissione per l’attivazione della connessione funzionale tra gli ospedali di Pescara e Chieti», si legge sullo studio eseguito dall’Agenzia Sanitaria regionale diretta da Alfonso Mascitelli.
PRONTI A SOCCORRERE. Ecco invece l’elenco degli ospedali sedi di pronto soccorso: Sulmona, Popoli, Atri, Giulianova e Sant’Omero. Mentre i tre presìdi ospedalieri di zone particolarmente disagiate, anch’essi dotati di pronto soccorso, sono Castel di Sangro, Atessa e Penne, che continueranno a esistere a e funzionare a pieno regime. Il dossier dell’Agenzia sanitaria chiarisce poi che «Il polo ospedaliero di Ortona è afferente al rispettivo presidio principale di Chieti con attività sanitaria elettiva e programmata».
I MAGNIFICI 7. In cima alla lista, però, troviamo i presìdi ospedalieri principali che rispondono ai requisiti di Dea di I livello: San Salvatore dell’Aquila, SS. Annunziata di Chieti, Spirito Santo di Pescara, Mazzini di Teramo, SS. Filippo e Nicola di Avezzano, Renzetti di Lanciano e infine San Pio da Pietrelcina di Vasto.
SOPRA E SOTTO. Interessante è anche lo studio sugli accessi al pronto soccorso. Gli ospedali che ne hanno più di 20mila sono San Salvatore dell'Aquila, SS. Filippo e Nicola di Avezzano, Annunziata di Sulmona, SS. Annunziata di Chieti, Renzetti di Lanciano, San Pio da Pietrelcina di Vasto, Spirito Santo di Pescara, Mazzini di Teramo, Maria SS.ma dello Splendore di Giulianova, il San Liberatore di Atri e il Val Vibrata di Sant'Omero. Quelli che invece non raggiungono lo standard minimo dei 20mila accessi al pronto soccorso secondo gli indicatori individuati dal decreto dell’ex ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, sono gli ospedali di Castel di Sangro, il San Camillo de Lellis di Atessa, il Bernabeo di Ortona, il San Massimo di Penne e il SS. Trinità di Popoli.
UN RUOLO PREZIOSO. Infine c’è l’elenco degli Ospedali di comunità: Pescina, Tagliacozzo, Casoli, Gissi e Guardiagrele. Che l’ex giunta Chiodi, nel 2010, aveva chiuso e che, invece, l’attuale assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, grazie all’indagine dell’Agenzia sanitaria, ha destinato a un compito prezioso: l’assistenza della categoria più vulnerabile, quella deglianziani.
I CRITERI DI SCELTA. Sul nuovo piano è intervenuta ieri l’opposizione, in particolare Forza Italia. Per il consigliere regionale Mauro Febbo, che solleva dubbi sui criteri usati, sarebbe solo un mero «spot elettorale» di Paolucci. Ma i motivi delle scelte si ritrovano racchiusi in un passaggio chiave delle 118 pagine del dossier dell’Agenzia. Eccolo: «La programmazione regionale, in applicazione degli standard quantitativi previsti dal regolamento, ha indicato la distribuzione delle strutture complesse sia rispetto ai bacini di riferimento, finalizzati ad una autosufficienza e ad un riequilibrio territoriale, sia rispetto alla eliminazione di duplicazioni non motivate dal tasso di occupazione programmato». E ancora: «Applicando i parametri indicati dal Decreto Lorenzin, le discipline di alta specialità vengono dislocate nell’ottica di un’area di utenza maggiore della Regione (area L’Aquila-Teramo con 617.000 abitanti e Pescara-Chieti con 716.135 residenti), le discipline di media diffusione nell’ambito di ciascuna area geografica su base provinciale e le discipline ad alta e altissima diffusione rappresentano l’offerta base di ogni ospedale pubblico».