Anche Spoltore prende tempo: «Rinviamo al 2027»

15 Gennaio 2022

SPOLTORE. Un rinvio della fusione al 2027. È la proposta che arriva dal presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, da sempre contrario al processo di unificazione delle tre...

SPOLTORE. Un rinvio della fusione al 2027. È la proposta che arriva dal presidente del consiglio comunale di Spoltore, Lucio Matricciani, da sempre contrario al processo di unificazione delle tre città, e rivolta direttamente ai colleghi di Pescara, Marcello Antonelli, e Montesilvano Ernesto De Vincentiis.
«Considerato il perdurare della situazione di emergenza legata alla pandemia, la cui fine nessuno è in grado di prevedere, e le difficoltà che abbiamo riscontrato in questi mesi, per tante ragioni pratiche, a riunirci e a scrivere lo statuto della nuova città, pur restando nella mia posizione di contrarietà al progetto di fusione, ma nella volontà di rispettare l’esito referendario è mia intenzione», scrive Matricciani in una lettera, « proporvi di chiedere tutti insieme alla Regione un rinvio della fusione al 2027».
Secondo il presidente, cinque anni aggiuntivi da ora consentirebbero, «cominciando a lavorare da subito, di far ripartire questo processo di fusione iniziando da una legge regionale profondamente rivista, che preveda già delle indicazioni concrete su come riorganizzare i diversi servizi, nella speranza di interessare anche il Parlamento per una legge in grado di affrontare tutte le situazioni non previste dalle normative attuali, pensate per unire comuni di piccole dimensioni, e in grado di assicurare una più razionale gestione della rappresentanza». Per Matricciani il commissariamento che si rischia di concretizzare, visto che la legge istitutiva sancisce il primo gennaio 2023 come termine per portare a conclusione il processo, sarebbe «dannoso, specialmente in un periodo come quello che stiamo vivendo, e nel contempo, da uomo delle istituzioni, non condivido l'idea di un'interruzione anticipata del mandato popolare, come accadrebbe inevitabilmente per le città di Montesilvano e Pescara che torneranno al voto nel 2024». (m.pa.)