Ancora fermi troppi pagamenti per un cavillo della burocrazia

Cassa integrazione ordinaria o in deroga: migliaia di pratiche restano bloccate sui tavoli dell’Inps In direttore Busacca: «I datori di lavoro consegnino al più presto i moduli per consentire le erogazioni»
L’AQUILA. Migliaia di pagamenti della cassa in deroga e di quella ordinaria sono ancora fermi per mancanza di documentazione. Anche consulenti del lavoro e aziende stanno accumulando ritardi nella trasmissione, all'Inps, del modello Sr41 (il Governo ha annunciato che nel prossimo decreto verrà tolto per snellire la burocrazia) e che attualmente consente l'erogazione dell'indennità sul conto dei lavoratori. Tanto che l'Istituto di previdenza, nell'ultimo, dettagliatissimo report, ha invitato consulenti e titolari delle imprese a «fare presto» per sbloccare i pagamenti delle domande già autorizzate. Qualche numero: dei 73.245 lavoratori interessati alla cassa integrazione ordinaria, 31.705 sono stati pagati direttamente dall'Inps o a conguaglio, tramite le aziende. Ma sono ben 20.756 le domande ancora ferme nei cassetti dell'Inps, che attende la modulistica dalle aziende. Quanto alla cassa in deroga, su 17.870 dipendenti interessati, ne sono pagati 1.767. E per 14.074 lavoratori che hanno già avuto l'ok per ricevere la cassa di marzo, solo di 3.034 le aziende hanno fornito il relativo modello. Appena il 16,9%. Infine su 108.986 richieste di 600 euro, in Abruzzo ne sono state evase 79.246.
ORA SI CORRE. Una girandola di cifre che riportano ad un unico dato: migliaia di lavoratori abruzzesi non hanno ancora ricevuto un euro. In moltissimi casi, a mancare sono i modelli trasmessi da commercialisti, consulenti del lavoro e aziende. «Prosegue lo sforzo per assicurare, quanto prima possibile, la liquidazione del sostegno al reddito ai lavoratori», fa sapere Luciano Busacca, direttore Inps Abruzzo, «i risultati conseguiti finora, considerata la mole delle richieste, testimoniano l’impegno straordinario dei lavoratori dell’Istituto i quali, con responsabilità e vero spirito di servizio, continuano incessantemente a lavorare sulle prestazioni».
ECCO I BONUS. I lavoratori autonomi e le partire Iva hanno ricevuto, in larga parte, il bonus da 600 euro di marzo. Su 108mila richieste sono state messe in pagamento poco più di 83mila domande, pari al oltre il 76%. «La differenza tra domande presentate e in pagamento», spiega l'Inps, «è costituita in parte da richieste respinte dai controlli automatici e, in parte, da domande sottoposte a nuova verifica». La provincia con più richieste è stata Teramo (30.400), con 21.587 indennità già pagate. Ultima Pescara con 18.065 bonus erogati sui 24.718 totali.
MANCA LA DOCUMENTAZIONE. Il rapporto tra le domande pervenute di cassa ordinaria (9.817) e le domande autorizzate dall'Inps (8.498) mette in evidenza un'alta percentuale di richieste che hanno avuto il via libera, l’86,5 %. Su 73.245 lavoratori che hanno diritto alla cassa ordinaria, l'Inps ne ha pagati 17.136. Altri 14.569 sono stati pagati a conguaglio dalle aziende, per un totale di 31.705 dipendenti che hanno già in tasca l'indennità di marzo. Ma il punto di caduta è nella lentezza delle aziende nel trasmettere la documentazione all'Inps, come si evince dal prospetto dell'Istituto: su 20.756 lavoratori dei quali è stato fornito il modello Sr41, attraverso cui il datore di lavoro trasmette i dati necessari al pagamento, compreso l'Iban, l'Inps ne ha pagati 17.136, l'82%. «Ma il rapporto tra il numero dei lavoratori interessati dalle domande autorizzate, 63.342, e il numero dei lavoratori per i quali sono pervenuti i modelli, 20.756, è del 32.7%», fa notare Busacca, «una percentuale ancora molto bassa. Si rileva, pertanto, la necessità che i datori di lavoro e i loro consulenti inviino quanto prima i modelli SR41, per consentire i pagament».
TALLONE D'ACHILLE. La cassa in deroga resta l'argomento più spinoso. Dai dati si evince che su 8.055 domande pervenute, per una platea di 17.870 lavoratori, ne sono state sbloccate 6.546 pari a 14.074 unità. Ma sono appena 3.034 le richieste per le quali sono pervenuti gli appositi modelli, e solo 1.767 i lavoratori che hanno ricevuto i soldi. «In questo caso», fa notare Busacca, «è stato autorizzato l’81,3 % delle domande. Anche il rapporto tra i lavoratori interessati dai modelli Sr41 e quelli che hanno già ricevuto la cassa è buono, pari al 58,2%. Su questi due rapporti si misura l’azione efficiente dell’Istituto, con le domande che vengono prese in carico appena arrivano». Dall'Inps un'ultima annotazione: «Il rapporto tra il numero dei lavoratori interessati dalle domande autorizzate e quelli per i quali è pervenuta la documentazione è del 16,9%, troppo basso. I datori di lavoro devono inviare al più presto la documentazione per consentire i pagamenti».
BONUS BABY SITTING. Buono il riscontro sui bonus baby sitting. Su 2.084 domande arrivate, ne sono state evase 2.033. La provincia che ne ha fatto maggiore richiesta è Pescara con 603 domande di cui 589 già pagate. Segue Teramo con 537 richieste, di cui 525 evase. A Chieti le domande pervenute sono state 533, di cui 523 definite, 411 all'Aquila con 396 pagamenti effettuati.

