Ancora un’afa da record: è in arrivo il Caronte bis

23 Luglio 2023

Il meteorologo De Palma analizza la situazione nei prossimi giorni «Clima africano ancora per qualche giorno, poi l’anticiclone si attenua»

L’AQUILA. Una nuova ondata di caldo africano, tra domani e dopodomani, lascerà il posto a temporali di forte intensità a partire da martedì sera, che porteranno un calo generale delle temperature e possibili grandinate. Tra grafici e calcoli, a prevedere le bizze di un clima caratterizzato da cambiamenti repentini e inattesi è il meteorologo Giovanni De Palma, ideatore del portale www.abruzzometeo.org.
Il caldo di questi giorni può essere considerato normale per l’estate abruzzese?
«Le temperature sono certamente al di sopra delle medie stagionali. Nella giornata di venerdì abbiamo avuto anche l’aggravante del Garbino (vento di Libeccio) sul versante adriatico e le temperature sono sensibilmente aumentate, superando i 40 gradi anche in riva al mare dove solitamente sono un po’ più basse e i tassi di umidità più elevati. Sono valori che non fanno parte del nostro clima, sono tipici invece delle regioni nordafricane. Il vero problema è la persistenza delle ondate di calore: si parla anche di 10 giorni in cui le temperature si mantengono molto al di sopra delle medie».
Quali zone della regione hanno sofferto di più?
«Dapprima la Valle Peligna con temperature che hanno superato i 40 e poi le zone collinari che s’affacciano sul versante adriatico, Val Pescara e Val di Sangro in particolare. Mentre l’afa è stata opprimente lungo le coste, con tassi d’umidità sopra l’80%, pur con temperature più basse delle zone interne».
Cosa dobbiamo aspettarci per i prossimi giorni?
«Ci sarà un brusco cambiamento: l’anticiclone africano tenderà ad attenuarsi in quota, quindi nel fine settimana sulle zone interne, collinari e montuose il clima sarà più gradevole, ma soltanto durante le ore serali, notturne e al primo mattino. Non si escludono addensamenti pomeridiani a ridosso dei rilievi con qualche isolato temporale, in attenuazione in serata e in nottata. Da lunedì si avvicinerà una perturbazione atlantica preceduta da un rinforzo dei venti di Libeccio, che porterà da martedì sera e nella giornata di mercoledì un peggioramento anche sulle regioni centrali. Tornerà a soffiare il Garbino sul versante adriatico quindi ci sarà aria calda in risalita dalle regioni nordafricane e temperature che probabilmente superano di nuovo i 40 gradi su tutte le aree costiere sulla fascia adriatica dell’Abruzzo. In sintesi: caldo molto intenso fino a martedì, da mercoledì precipitazioni di forte intensità e temperature che torneranno in linea con le medie stagionali. Il caldo più intenso investirà il Teramano, il Pescarese e il Chietino. Sulla costa e le zone collinari previsti anche venti impetuosi».
Si tratta di una situazione preoccupante?
«Sono situazioni che si possono verificare in estate, ma la loro durata ci fa ipotizzare che qualcosa è cambiato rispetto a qualche decennio fa. Probabilmente andremo incontro a questo tipo di clima anche nei prossimi anni. L’anticiclone africano riesce a raggiungere agevolmente la nostra penisola rispetto al passato. Nel giro di 20/30 anni è cambiata radicalmente la situazione, un cambiamento molto repentino. Siamo preoccupati per il rischio di periodi di siccità prolungata alternati a momenti con fenomeni intensi e piogge torrenziali. Spesso si passa, ad esempio, da temperature invernali a temperature tardo primaverili nel giro di pochi giorni. La natura diventa imprevedibile e non rispetta più le stagioni».
C’è un pericolo tornado?
«Il tornado può verificarsi ovunque, ma l’orografia e la morfologia dell’Abruzzo rendono meno probabile la formazione di questi fenomeni. Piuttosto, siamo a rischio di forti temporali con violente raffiche di vento (che spesso vengono confuse con le trombe d’aria, ma si chiamano downburst) e grandine di grosse dimensioni».
E il prossimo inverno?
«Seppur non sia possibile fare previsioni a lungo termine, certo è che quello che serve è soprattutto la neve sugli Appennini che sono i nostri serbatoi di acqua. Questa, negli ultimi anni, è sempre stata di meno, per fortuna quest’anno le nevicate tardive hanno rimpinguato le falde. Il rischio, anche in questo caso, è che ci siano precipitazioni molto copiose come nel 2005 o nel 2017. In sostanza nevica meno frequentemente rispetto al passato, ma le eventuali nevicate, spesso, risultano copiose».
Cosa consiglia per i prossimi giorni?
«Di seguire le previsioni meteo, ma non dei siti commerciali con titoli altisonanti, di quelli scientifici che divulgano dati corretti, in modo da non farsi trovare impreparati».
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