Andare in pensione nel 2024: ecco le opportunità previste

8 Novembre 2023

La stretta: quota 103 confermata con una penalizzazione, così come Opzione donna

L’AQUILA. Nuovi requisiti per chi lascerà il lavoro nel 2024. La riforma delle pensioni, contenuta nella Manovra, ha modificato non soltanto gli strumenti di flessibilità in uscita, ma anche alcune condizioni per l’accesso a formule pensionistiche strutturali. Novità in arrivo, con regole più stringenti, per la pensione anticipata ordinaria e per quella di vecchiaia, per l'Ape sociale e Opzione donna, per Quota 103 e la pensione anticipata contributiva che, di fatto, limiteranno la platea dei beneficiari.
PENSIONE DI VECCHIAIA
Spetta ai dipendenti e agli autonomi che hanno maturato 20 anni di contributi e 67 anni di età. Per chi rientra nel sistema misto, il decreto 2024 cambia l’importo soglia: non viene più richiesto di aver maturato, alla data di presentazione della domanda di pensionamento, un assegno previdenziale pari almeno a 1,5 volte l’assegno sociale, ma una pensione pari all’assegno sociale stesso ovvero 503,27 euro. Resta, invece, invariata la decorrenza: per la pensione di vecchiaia non sono previste finestre mobili e il primo rateo arriva il mese successivo a quello della domanda. Anche per il 2024 restano applicabili le consuete deroghe ai requisiti ordinari per la pensione di vecchiaia riservate ad alcune categorie di lavoratori, in alcuni casi con delle novità. In particolare, gli addetti a mansioni gravose e usuranti possono accedere alla pensione di vecchiaia con la quota 97,6, che corrisponde a 61 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, se dipendenti, e con la quota 98,6 ovvero 62 anni e 7 mesi di età e 35 anni di contributi, se autonomi. I lavoratori con 15 anni di versamenti a fine 1992 possono avere uno sconto di 5 anni sul requisito contributivo dei 20 anni. Su questa formula non sono state introdotte novità.
FORMULA CONTRIBUTIVA
I lavoratori “contributivi puri”, senza versamenti prima del 1996, possono andare in pensione di vecchiaia con soli 5 anni di contributi, ma devono aspettare i 71 anni di età: se, invece, vogliono accedere alla pensione anticipata contributiva a 64 anni, dal 2024 devono maturare un assegno pari a 3 volte il trattamento minimo, o 2,8 volte se sono donne con un figlio. Soglia che scende a 2,6 volte il trattamento minimo per le donne con 2 o più figli. Anche nel 2024 la legge Fornero permette di andare in pensione anticipata ordinaria con anzianità contributiva di 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Per l’accesso alla pensione anticipata ordinaria è prevista la finestra mobile che fa slittare il primo rateo di pensione di 3 mesi dalla maturazione dei requisiti.
le ALTRE POSSIBILITà
Il governo ha rinnovato per il prossimo anno, ma con modifiche più restrittive rispetto al 2023, le varie formule di flessibilità in uscita. Quota 103 è riservata a chi matura i 62 anni di età e 41 di contributi entro il 31 dicembre 2024 e impone di accettare un assegno pari al massimo a 4 volte il minimo fino a 67 anni. Nel 2023 era pari a 5 volte il minimo. Inoltre, l’assegno viene ricalcolato interamente con il sistema contributivo e si allungano le finestre mobili di uscita: 7 mesi per i dipendenti e 9 mesi per gli autonomi. Con Opzione Donna, nel 2024, le lavoratrici del pubblico e del privato possono andare in pensione con 35 anni di contributi maturati entro il 31 dicembre, se hanno 61 anni di età. È previsto uno sconto fino di due anni con due o più figli e di un anno con un figlio. In questo caso l’assegno sarà interamente ricalcolato con metodo contributivo. Le potenziali beneficiarie sono soltanto quelle che rientrano nelle seguenti categorie: caregiver familiari di conviventi disabili o non autosufficienti, invalide o inabili al lavoro almeno al 74%, lavoratrici in esubero, dipendenti o licenziate da aziende per le quali è stato aperto un tavolo di crisi. Chi ha maturato il diritto ad andare in pensione con le vecchie regole può ancora esercitarlo, in quanto si cristallizza, se vuole far aumentare il montante.
APE SOCIALE
L' Ape sociale nel 2024 diventa più stringente: per questa formula di pensione agevolata servono 30 anni di contributi, oppure 36 per coloro che accedono come lavoratori addetti a mansioni gravose o usuranti. Inoltre, bisogna rientrare in una delle quattro categorie di lavoratori: disoccupati involontari senza sussidio, caregiver che svolgono assistenza da almeno sei mesi del coniuge o parente di primo grado convivente, disabili almeno al 74% e addetti a lavori gravosi da almeno sei anni nell’arco degli ultimi sette anni. La novità è l’esclusione dall’accesso all’Ape sociale per le 23 categorie di addetti a mansioni gravose che erano state individuate nel 2022 e riproposte anche quest’anno. Dal 2024 si torna alle originarie 11 categorie. Non previste finestre mobili di uscita per la decorrenza.
AGEVOLAZIONI PER PRECOCI
I cosiddetti lavoratori precoci, che prima dei 19 anni di età avevano già maturato almeno 12 mesi di contributi, possono andare in pensione anticipata con Quota 41 ovvero con 41 anni di contributi, indipendentemente dall’età anagrafica, sia uomini sia donne. Si tratta di una misura strutturale, che resterà invariata anche il prossimo anno. Non sono previste finestre mobili di uscita per la decorrenza. Quando le novità della Manovra entreranno in vigore, il 1° gennaio 2024, l’Inps provvederà a recepirne i contenuti dandone attuazione e ad adeguare l'accesso alle diverse domande di pensione online.