«Andiamo al Nord, lì pagano di più»

Le chat tra due ragazzine indotte a prostituirsi e il bonifico inviato da un cliente
CHIETI. «Amo’, faccio 18 anni e andiamo dove pagano di brutto», scrive Rebecca, che di anni ne ha 16. «Sì, al Nord», risponde Lucia, che il traguardo della maggiore età lo ha già tagliato da qualche mese.
LE CONVERSAZIONI
I nomi sono di fantasia, ma le conversazioni no: quelle sono terribilmente vere. E fanno parte dell’inchiesta per prostituzione e pornografia minorile scattata dopo la denuncia alla polizia presentata dalla madre di Rebecca. Le chat raccontano l’abisso dove sono precipitate le due giovani. Fermo restando che Lucia, avendo compiuto 18 anni, in questo procedimento penale risulta formalmente indagata, avendo indotto l’amica minorenne – insieme agli altri due giovani finiti sott’accusa – a prostituirsi, chiedendole addirittura una percentuale sugli eventuali guadagni. Non solo: Lucia invia a Rebecca alcuni screenshot di una chat tra lei e un non meglio precisato “Franco” con l’obiettivo di spiegarle come comportarsi per ottenere soldi in cambio di atti sessuali. È con questo fine che Lucia spedisce all’amica, sempre via WhatsApp, un’immagine per dimostrarle che lo stesso “Franco” aveva effettuato nei suoi confronti un bonifico di 100 euro, «verosimilmente a seguito di una prestazione sessuale», ricostruiscono gli investigatori, che hanno avuto conferme alle ipotesi iniziali dopo il sequestro degli smartphone di vittime e indagati.
GLI AUDIO
Agli atti d’inchiesta sono finiti anche gli audio. «Eh tesoro, a me sto discorso non funziona», dice la vittima in uno di questi, parlando con un indagato, «a me o mi dai i soldi o proprio ciao e arrivederci, nel senso che tanto non esisti solo tu, quindi, tesoro bello, se mi dai i soldi sta apposto, sennò io non faccio le cose solo per passare il tempo». Nei prossimi giorni il pubblico ministero Roberta D’Avolio, che ha già firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, deciderà se sollecitare l’archiviazione del procedimento o il rinvio a giudizio. (g.let.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

