ANDREA, SANTO E PESCATORE I CAPOLAVORI

29 Luglio 2014

ESPOSTE A CASA D’ANNUNZIO A PESCARA STATUE RECUPERATE DOPO IL SISMA AQUILANO

di Giorgio D’Orazio

PESCARA

Andrea, il primo chiamato all'apostolato e al martirio, alla pesca di uomini, viene ritrovato dai fedeli nella processione del mare a Pescara, con le barche in fila e la statua del Santo che guadagna il largo, così come nelle statue di cartapesta e di terracotta rinascimentale, provenienti dall'Aquilano, esposte a Casa d'Annunzio dopo un lungo restauro. Un arco, un ponte che lega con la devozione microcosmi attigui, ma differenti antropologicamente, come la zona interna del borgo di Stiffe e quella costiera di Pescara, dove la tradizione di Sant'Andrea è ben ancorata nella storia e nell'immaginario della marineria e della città.

Si presenta così, e così la presenta la curatrice Lucia Arbace, la mostra "Sant'Andrea apostolo e pescatore. Capolavori restaurati da Stiffe a Pescara", negli spazi di Casa d'Annunzio fino al 30 settembre (visitabile tutti i giorni dalle ore 9 alle 13,30). A Stiffe la chiesa di Sant'Andrea ha un'origine antichissima ascrivibile al IX secolo e una storia stratificata che contraddistingue l'edificio. All'inizio del '500 e fino al sisma del 2009, la chiesa conservava le sculture in terracotta di Sant'Andrea e di Santa Caterina, collocate una di fronte all'altra, negli altari ad essi dedicati, e due effigi in legno e cartapesta di Sant'Andrea e di San Vincenzo Ferrer in nicchie ottocentesche. Dopo il sisma, e dopo un attento e impegnativo percorso di restauro curato da Lorenza d'Alessandro, queste belle statue, compreso un capolavoro di recente e importante attribuzione, tornano alla fruibilità collettiva. «La mostra è piccola ma molto significativa» spiega ancora Lucia Arbace, alla guida della Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico dell'Abruzzo, «perché si propone di collegare la costa alle aree interne ancora alle prese con i problemi del post terremoto, attraverso la valorizzazione di un'azione di tutela che è stata accompagnata da una prima fase di studio. Oltre agli aspetti storici ed artistici», prosegue Arbace, «l'evento coinvolge la sfera etnoantropologica grazie all'appendice dedicata alla festa pescarese di Sant'Andrea, di cui si narra la storia con cimeli e fotografie d'epoca. Una nota particolare», conclude la curatrice, «merita la straordinaria statua in terracotta di Sant'Andrea, frantumata in mille pezzi e sapientemente ricostruita, una nuova e notevole acquisizione al patrimonio abruzzese, poiché attribuita al grande maestro Saturnino Gatti». Lo sguardo basso verso il libro, capelli lunghi e barba, questa monumentale scultura ispirata a prototipi di ascendenza classica, è posta accanto alla delicata Santa Caterina d'Alessandria in un dialogo silenzioso e mistico. Più in là un altro Sant'Andrea, in cartapesta, gemellato con un San Vincenzo Ferrer, entrambi memori della grande tradizione statuaria napoletana del '700.A corredo dell'esposizione,un booklet, con contributi critici, tra cui quelli delle soprintendenti Vittorini e Arbace, immagini delle opere scattate da Gino Di Paolo, uno dei maggiori fotografi di opere d'arte, e un'ultima parte dedicata alle tradizioni e ai luoghi pescaresi legati alla figura di Sant'Andrea.

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