Andriy, viaggio da brividi per salvare i cari

12 Marzo 2022

Il capitano del San Gregorio ha percorso 2.000 km con due amici usando un pulmino dell’Aquila calcio

L’AQUILA. Sembrava un viaggio impossibile, ma alla fine Andriy Solomakha l’ha fatto davvero. Il capitano ucraino del San Gregorio (che milita nel campionato di calcio di Promozione), insieme ai suoi amici Aladino Di Marco e Gianni Padovani, è arrivato fino al confine tra Romania e Moldavia per riprendere la sua famiglia, in fuga dalla guerra. Un viaggio per salvare i suoi cari che Andriy aveva nel cuore da quando è scoppiato il conflitto, ma che inizialmente sembrava proibitivo. E invece il calciatore 35enne, che vive a Barisciano con sua madre da quasi 20 anni, ha percorso oltre duemila chilometri, attraversando 4 Paesi, per riportare a casa la sorella e le sue nipotine, insieme ad altre 4 donne ucraine con i loro bambini. Il mezzo? Un pulmino messo a disposizione gratuitamente dall’Aquila calcio, che Andriy ha voluto ringraziare espressamente con un lungo post su Facebook dedicato a tutti coloro che gli hanno dato una mano a mettere in salvo la sua famiglia. Una traversata lunga e faticosa, nel cuore dell’Europa, diventata improvvisamente più leggera per Andriy quando gli amici di sempre hanno deciso di salire a bordo con lui.
«Gianni e Aladino hanno deciso di venire con me senza che io chiedessi loro nulla», spiega Andriy, «e quando eravamo sulle strade sperdute e piene di neve della Romania, mi sono reso conto che da solo sarebbe stata dura, se non impossibile, arrivare a destinazione». Il loro viaggio d’andata si è concluso a Onesti, in Romania, a pochi chilometri dal confine con la Moldavia. Qui, Andriy ha potuto riabbracciare la sua famiglia che era riuscita a varcare il confine ucraino con due automobili. Un viaggio seguito col fiato sospeso anche dai compagni di squadra di Solomakha al San Gregorio che, sabato scorso, nella partita contro il Tagliacozzo (vinta per 3-0) sono scesi in campo con una divisa gialla e blu proprio per omaggiare l’Ucraina e Andriy (che era già in viaggio). Dopo aver riabbracciato i suoi cari, ora il roccioso difensore è già tornato a disposizione del suo allenatore per la partita di domani contro il Tornimparte. Piccoli tasselli di normalità, dopo un’impresa eroica, per dimenticare l’orrore della guerra. (d.b.)