Angrilli: «I gesti mostruosi di Fausto non c’entrano con l’amore»
«Per me la parola amore non è solo una parola di cinque lettere. È dare, è donare, donarsi. Certo non spezzare, distruggere, precipitare. O cose di questo genere». Nel giorno dell’addio alla sorella...
«Per me la parola amore non è solo una parola di cinque lettere. È dare, è donare, donarsi. Certo non spezzare, distruggere, precipitare. O cose di questo genere». Nel giorno dell’addio alla sorella Marina e alla nipotina Ludovica, Francesco Angrilli mette insieme le forze che gli restano anche per ribattere ad alcune dichiarazioni emerse nei giorni scorsi. In particolare a quanto affermato dal personal trainer di Fausto Filippone, Walter Galluzzi, che in un’intervista al Centro aveva dichiarato che il gesto di Filippone era stato, secondo lui, «paradossalmente un ultimo atto di amore nei confronti della sua famiglia». Dopo aver deciso di farla finita per qualcosa che lo tormentava, Filippone secondo Galluzzi avrebbe deciso di portare con sè la famiglia che tanto amava. Dichiarazioni su cui il dottor Angrilli non può soprassedere: «Su questa considerazione non ho chiuso occhio», confida, «e chiedo di poter ribattere pur rendendomi conto che dietro a questa persona (Filippone ndr) ci sono delle persone che soffrono». E dunque: «Esiste la libertà di opinione, ma se dobbiamo parlare di un dono d’amore che poteva fare», dichiara Angrilli riferendosi al cognato autore della strage, «allora sarebbe stato quello di allontanarsi in punta di piedi da una situazione che evidentemente stava tollerando male. Ma i gesti mostruosi che Fausto Filippone ha fatto non possono essere accostati alla parola amore, ma alla parola contraria casomai».

