Anna, 57 anni: guarita dopo aver perso centomila euro
PESCARA. Centomila euro vinti al Gratta e vinci, ma andati in fumo nel giro di sei mesi a causa del gioco. Continuando, biglietto dopo biglietto, banconota dopo banconota, a sperare nella svolta...
PESCARA. Centomila euro vinti al Gratta e vinci, ma andati in fumo nel giro di sei mesi a causa del gioco. Continuando, biglietto dopo biglietto, banconota dopo banconota, a sperare nella svolta della vita: la conquista di una somma milionaria in grado di cambiare per sempre la propria condizione economica e quella dei propri cari. È successo ad Anna (il nome è di fantasia), una donna pescarese di 57 anni con il vizio del gioco. Casalinga destinataria di assegno sociale, ha trascorso mesi senza accorgersi come la sua debolezza per il gioco sia sfociata in una dipendenza patologica difficile da curare. Alla sua famiglia ha nascosto fino alla fine la sua malattia: prima piccole omissioni, poi bugie più grandi e infine persino la sottrazione di oggetti di valore come ciondoli o collanine d’oro regalati dai parenti ai figli. Il tutto pur di soddisfare il suo bisogno ancestrale per il gioco, ripetendosi come un mantra: «Posso smettere quando voglio», mentre i giorni passavano e i risparmi svanivano.
Adesso, da un anno a questa parte, al termine di un lungo e complicato percorso di cura effettuato con gli esperti del servizio Gioco d’azzardo patologico del Serd della Asl di Pescara, si dice felice di essere riuscita a liberarsi dalla trappola della ludopatia.
E come Anna ce ne sono migliaia: uomini e donne schiavi del gioco. C’è un ex direttore di banca che è arrivato a mandare in fumo 500mila euro alle slot machine, costretto dopo le perdite a vendere la propria casa. Un insegnante, invece, non riuscendo a spiegare alla moglie i motivi della mancanza dei soldi sul conto corrente comune, si è inventato di aver acquistato un appartamento. «Ma in questo gioco non si vince mai», spiega Moreno Di Pietrantonio, responsabile del Gap della Asl di Pescara, «anzi sono proprio le piccole vincite che fanno scattare il meccanismo della soddisfazione del piacere del gioco. Quando leggo i titoloni sui giornali “Vinti 500mila euro”, vorrei aggiungere: una persona ha vinto 500mila euro, ma un milione ne hanno persi il doppio». (y.g.)

