Anna Rita: guarita dopo 42 giorni da incubo

Informatore farmaceutico, è stata tra i primi contagiati: ho pianto, ora ringrazio tutti per il supporto
MONTESILVANO. Una Pasqua impossibile da dimenticare quella che festeggia oggi Anna Rita Papa, 50enne residente da meno di un anno a Montesilvano, informatore farmaceutico, tra i primi positivi al coronavirus in città, ma soprattutto tra i primi ufficialmente guariti. La buona notizia è arrivata il 10 aprile, dopo 42 giorni di isolamento domiciliare trascorsi con la sola compagnia dei suoi due cani. Oggi che la paura è passata, Anna Rita racconta al Centro la sua odissea con il Covid-19.
Dove pensa di aver contratto il virus?
«Non lo so, io mi occupo di test gratuiti dell’udito nelle farmacie, per cui entro in contatto con molte persone. Inoltre, dal 16 al 26 febbraio sono stata in Kuwait, per cui ho preso aerei e autobus».
Quando ha scoperto di stare male?
«Nel viaggio di ritorno dal Kuwait avevo tosse e febbre, che ho curato inizialmente con tachipirina. Inizialmente mi è stato detto di aspettare a fare il tampone, dal momento non avevo problemi respiratori. Poi la situazione è peggiorata e ho fatto una radiografia che ha rivelato la presenza di una polmonite, ma non del Covid, tant’è che con due settimane di antibiotico il focolaio è regredito. Nel frattempo, però, dopo aver insistito per il tampone, mi è stato fatto. Dopo giorni di attesa, legati sicuramente alla grande emergenza e alla mole di lavoro dei laboratori, ma che per me sono stati interminabili, il 19 marzo è arrivato l’esito: positivo».
Come ha reagito?
«Dopo settimane completamente sola, debilitata dalla polmonite e dagli antibiotici, ho avuto un momento di sconforto e confesso di aver pianto. Ma alla fine il peggio era passato».
Il suo periodo di isolamento è proseguito per molto?
«Sì, a quel punto, anche se erano già trascorsi diversi giorni dal tampone, dovevo aspettare ancora per poter fare i due tamponi a distanza di 24 ore, per essere dichiarata guarita».
Quando è arrivato questo momento?
«Ho fatto un tampone il 27 aprile, ma per problemi tecnici sono dovuta tornare a farlo nuovamente l’8 aprile e poi il 9. Fortunatamente un medico, che mi ha visto parecchio provata dal lungo isolamento, mi ha avvertito immediatamente del risultato, e finalmente, sono uscita dall’incubo».
Come ha fatto, da sola e senza poter avere contatti con nessuno, a provvedere ai beni di prima necessità?
«Il mio più grande ringraziamento va al sindaco Ottavio De Martinis, che non conosco ma che voglio incontrare appena sarà possibile, ai dipendenti del Centro operativo comunale e ai volontari della Croce rossa e della Protezione civile, che mi hanno consegnato quello di cui avevo bisogno, ma soprattutto che mi hanno fornito un grande supporto morale».(a.l.)
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