Annegata nel sottopasso Il marito: voglio giustizia

Anna Maria Mancini aveva 57 anni: fu inghiottita dall’acqua in via Fontanelle «Non funzionava nulla in quell’impianto. Chi ha sbagliato deve pagare»
PESCARA. «Le pompe non funzionavano, il gruppo elettrogeno non c’era, il progetto era sbagliato. Cosa devo aggiungere ancora? Quel sottopasso era un macello». Un anno fa Lamberto Galiero ha perso la moglie nel sottopasso allagato dall’alluvione, epilogo drammatico della due giorni che mise in ginocchio la città.
Anna Maria Mancini, 57 anni, quella notte, si era messa in macchina per rispondere all’allarme degli anziani genitori con la casa allagata e aveva perso la vita inghiottita dal muro d’acqua del sottopasso di via Fontanelle. Un mese fa, racconta Galiero, il papà 88enne di Mancini, Ugo Mancini, se n’è andato «e sì, era malato», aggiunge Galiero, «ma il dolore per la morte della figlia è stato troppo grande per lui. L’ultima parola che ha detto è stata il nome della figlia “Anna”», racconta Galiero che chiede «giustizia», che vuole che i responsabili «paghino» perché, come sottolinea ancora, «dietro quel sottopasso c’era un macello».
E’ rimasto incredulo il marito della donna morta leggendo la perizia dei consulenti nominati dalla procura, Enrico De Acetis e Fausto La Sorda, che in 96 pagine hanno spiegato quali sarebbero state le «anomalie» e le «difformità» riscontrate nel sottopasso di via Fontanelle e per cui sono finite sotto inchiesta quattro persone.
«Nel sottopasso di Fontanelle sono state installate due elettropompe con caratteristiche di potenza, portata e prevalenza nettamente inferiori a quelle previste dal progetto», hanno scritto i due consulenti depositando la perizia tempo fa. Il cuore della relazione è rappresentato dalla differenza tra le pompe installate e quelle previste dal progetto. «Le pompe installate avrebbero potuto aspirare», hanno detto i due periti, «72 metri cubi di acqua, il 47.70% del volume. Le pompe di progetto mai installate», hanno sottolineato, «avrebbero potuto aspirare 280 metri cubi, un volume maggiore di quello che si è accumulato, il che significa che nel sottopasso l’acqua non sarebbe stata presente neanche nel punto più basso».
«Quelle pompe non funzionavano», aveva sfogato il suo dolore due mesi dopo la morte della moglie Galiero che, oggi, alle 18, ricorderà Mancini nella messa nella chiesa di Fontanelle.
Quel sottopasso, oggi, è ancora chiuso e Galiero, autista della Regione, non si rassegna all’ipotesi di una morte accidentale e continua a chiedere «giustizia» e «verità» per la moglie morta inghiottita dall’acqua nella sua Peugeot 107 in una vicenda in cui i periti hanno evidenziato anche «l’assenza di contratti di manutenzione» e «l’assenza di segnaletica verticale relativa alla presenza di pericolo di fenomeni di allagamento del sottopasso».
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