Antenne e 5G: la città in attesa di un regolamento sugli impianti

23 Gennaio 2020

PESCARA. La città necessita di una pianificazione programmata relativa alla collocazione sul territorio comunale delle antenne per la telefonia mobile. È quanto emerso nel corso della riunione...

PESCARA. La città necessita di una pianificazione programmata relativa alla collocazione sul territorio comunale delle antenne per la telefonia mobile. È quanto emerso nel corso della riunione congiunta delle commissioni Attività produttive, presieduta da Fabrizio Rapposelli e Ambiente, guidata da Ivo Petrelli. Presenti anche il direttore generale dell’Arta Francesco Chiavaroli, e i dirigenti Sergio Palermi ed Emanuela Scamosci.
«Anche alla luce della nuova tecnologia 5G», afferma Petrelli, «ci preme capire in che modo vengono effettuati i controlli sulle emissioni delle onde elettromagnetiche». E Rapposelli aggiunge: «Il ruolo dell’Arta è centrale per il rilascio delle autorizzazioni da parte del Comune. Tuttavia, rilascia un parere preventivo fatto solo su base documentale e non strumentale, che invece diventa essenziale, nel caso in cui vengano verificate emissioni oltre i limiti delle onde elettromagnetiche, per eventualmente sospendere le trasmissioni o revocare una installazione». L’iter procedurale prevede che, all’atto della presentazione in Comune di una istanza per l’installazione di una nuova antenna da società di telefonia, l’Arta rilascia pareri preventivi, su base documentale, che fanno scattare l’accoglimento o il diniego della richiesta.
Laddove si verificano delle criticità, anche segnalate da cittadini, l’Arta effettua una misurazione. L’ente sta lavorando alla messa a punto di un software per la valutazione previsionale degli impatti più approfondita.
«Ciò che rileviamo da anni», spiega Chiavaroli, «è l’assenza di una programmazione territoriale su questo tema. È necessario fare un regolamento contenente la posizione degli impianti e applicare le procedure della valutazione ambientale strategica preventiva».
Alla Commissione hanno preso parte anche i rappresentanti dei comitati Stop 5G Abruzzo e No Antenne. Questi ultimi, presidente Fabrizio Marini in testa, hanno richiamato l’attenzione sullo studio della Polab, la società che nel 2017 era stata incaricata dal Comune di redigere il piano del fabbisogno delle antenne. L’analisi riconsegnata a maggio 2018, che doveva essere propedeutica alla redazione del regolamento per l’installazione di antenne sul territorio comunale, è rimasta prima chiusa in un cassetto, per poi essere aggiornata alla luce anche del 5G.
«Dal piano illustrato dalla Polab», ricorda No Antenne, «emerse che in diverse zone, e in particolare in via Malagrida e viale Bovio, le abitazioni dei piani alti erano sottoposte a radiazioni elettromagnetiche oltre il limite consentito di 6 volt per metro. Ci domandiamo che provvedimento è stato adottato da Comune e Arta, da allora, per eliminare la sovraesposizione e il danno ad ambiente e cittadini».
«Siamo quasi alla fine di gennaio», dice Rapposelli «e al momento non ci è stato ufficialmente riconsegnato alcun piano. Quando verrà ultimato questo lavoro, che fotografa il fabbisogno dell’impiantistica Srp (Stazioni radio base), allora sarà necessario un regolamento per mettere ordine nella giungla esistente».