Anticipi per l’acqua, stop alla restituzione

6 Marzo 2015

MANOPPELLO. Il consiglio comunale respinge la mozione della consigliera di opposizione Barbara Toppi, riguardante le somme versate dagli utenti quali anticipi sui consumi dell’acqua, quando le reti...

MANOPPELLO. Il consiglio comunale respinge la mozione della consigliera di opposizione Barbara Toppi, riguardante le somme versate dagli utenti quali anticipi sui consumi dell’acqua, quando le reti erano in gestione al Comune.

La mozione contemplava due possibilità per l’amministrazione per far rientrare gli utenti in possesso delle somme anticipate: quella della restituzione diretta e quella del passaggio delle somme all’Aca, il nuovo gestore delle reti idriche subentrato al Comune, a conguaglio del deposito cauzionale che l’azienda consortile richiede con le prime bollette. La Toppi ha richiamato il più recente provvedimento dell’autorità Aeegsi (autorità per l’energia elettrica gas e servizio idrico) del febbraio 2014, che prevede che le somme versate a qualsiasi titolo al precedente gestore debbano essere passate al gestore subentrante, salvo conguagli in più o in meno relativi alla differente modalità di tarrifazione applicate dalle aziende interessate.

Per questo, la consigliera annuncia la convocazione di una pubblica assemblea per proporre agli utenti un ricorso collettivo all’ autorità Aeegsi preposta per porre su un piano normativo riconosciuto i termini della questione.

L’amministrazione ha chiesto anche un parere legale per sapere come comportarsi, pur riconoscendo i diritti dei contribuenti. La Toppi ci tiene a evidenziare che il passaggio delle reti all’Aca è avvenuto prima che l’autorità emanasse il richiamato provvedimento, quando lei ricopriva l’incarico di assessore, dunque la questione allora non si era posta. Emerge oggi quando i cittadini si trovano a dover sborsare, di nuovo un anticipo di garanzia della fornitura e trova in qualche modo la resistenza dell’amministrazione, in quanto quelle somme, che a conti fatti dovrebbero aggirarsi fra i 70 e i 150mila euro non ci sono nelle casse comunali. Le precedenti amministrazioni avrebbero dovuto depositarle su un fondo specifico e tenerle a disposizione per una futura restituzione aggiuntiva degli interessi maturati, cosa che però non è stata mai fatta.

L’amministrazione deciderà una linea da seguire in base al parere legale. ©RIPRODUZIONE RISERVATA