antonio melchiorre
Antonio Melchiorre, candidato con la lista Insieme per Città Sant'Angelo nel solco della continuità con il governo Gabriele Florindi, si sente chiamato solo parzialmente in causa sul tema delle...
Antonio Melchiorre, candidato con la lista Insieme per Città Sant'Angelo nel solco della continuità con il governo Gabriele Florindi, si sente chiamato solo parzialmente in causa sul tema delle cessioni pubbliche. «In fondo», spiega, «io non sono un amministratore uscente». Si tratta in ogni caso di «polemiche per nulla costruttive: la ludoteca comunale costava 16 mila euro al mese, troppi per un servizio al quale erano iscritti solo 6 o 7 bambini, e che può comunque continuare nel centro civico a Marina. Su un bacino d'utenza che, ovviamente considerando solo Fonte Umano, ne conta circa 250». Sulla Farmacia comunale il giudizio è diverso: «Non posso certo considerare la vendita come un fatto positivo, ma parlare di svendita è del tutto fuorviante: per avviare quell'attività il Comune aveva investito circa 200 mila euro, è stata venduta a 1 milione e 600 mila euro». I soldi incassati dalle dismissioni, poi, «sono stati utilizzati per continuare a garantire i servizi scolastici e investimenti sugli edifici, nonostante la crisi di liquidità dovuta alle difficoltà generali dell'economia: non certo perché l'amministrazione ha sponsorizzato la Festa della Birra con 1000 euro, come ogni tanto sento dire in giro». Anche sulla chiusura della biblioteca ragazzi, Melchiorre smorza i toni: «Il servizio veniva gestito da personale retribuito attraverso i fondi del Resil, un progetto regionale che oggi non c'è più. Adesso è affidato ai volontari di Italia Nostra e funziona anche meglio di prima». Gli orari degli uffici, infine, sono stati ridotti per «ovviare all'assenza di personale dopo i pensionamenti, che non dipendono certo dall'amministrazione». (p.d.s.)

