Anziana rapinata in casa da due banditi

11 Luglio 2024

L’84enne aggredita di notte: i malviventi le tappano la bocca e la costringono ad aprire la cassaforte, poi la fuga col bottino

PESCARA. Le hanno tappato la bocca, poi l’hanno costretta ad aprire la cassaforte. Un’anziana di 84 anni è stata rapinata nella sua casa di strada Cavallaro, a Pescara Colli. Ora è la polizia a dare la caccia ai banditi che hanno terrorizzato la pensionata e, una volta arraffato il bottino, ancora da quantificare, si sono dileguati sfruttando il buio della notte. Torna la paura, dunque, a distanza di pochi mesi dalla rapina sfociata in omicidio ad Elice, il paese d’origine di Rocco Lupinetti, 85 anni, morto all’ospedale di Chieti lo scorso 20 giugno, ovvero 96 giorni dopo che una banda spietata, tuttora ignota, lo aveva massacrato di botte, legato e derubato di qualche decina di euro nella sua abitazione di contrada Colle d’Odio.
L’ULTIMO RAID
Due criminali sono entrati in azione in strada Cavallaro prima di mezzanotte, quando sono riusciti a intrufolarsi – attraverso una finestra che dà sul giardino – nella proprietà dell’anziana, nelle vicinanze della sede dell’Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca). In base ai primissimi racconti della vittima, logicamente ancora sotto choc, gli sconosciuti le hanno messo le mani sulla bocca per evitare che potesse gridare. A quel punto l’hanno obbligata a indicare il punto preciso dove si trovava la cassaforte: i rapinatori l’hanno svuotata, impossessandosi di gioielli e altri oggetti di valore. Subito dopo, hanno fatto perdere le loro tracce. Solo allora la pensionata, che vive da sola, ha potuto lanciare l’allarme.
LE INDAGINI
Sul posto si sono precipitati i poliziotti della squadra volante, che hanno avviato le ricerche a tappeto. Gli agenti della scientifica, invece, sono stati impegnati per ore nel sopralluogo all’interno dell’abitazione, a caccia di impronte o altre tracce utili a identificare i banditi.
LE TELECAMERE
Adesso a condurre le indagini sono gli investigatori della squadra mobile. Una svolta potrebbe arrivare dalla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza della zona, che potrebbero aver ripreso l’auto sulla quale sono scappati i responsabili del raid. Non è da escludere che i due malviventi entrati in casa della vittima fossero attesi all’esterno da un terzo uomo, il palo, pronto a segnalare ai complici presenze sospette.
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