Anziano morto, ora s’indaga sulle cause

8 Gennaio 2020

Saranno l’autopsia e le analisi dell’arcata dentale e del Dna a svelarne anche l’identità. Ma a Bisenti già piangono “Rino”

COLLECORVINO. Arriveranno dall’autopsia le prime risposte sul corpo ritrovato lunedì pomeriggio a Collecorvino, in località Caparrone, sulla sponda del fiume Fino, recuperato dai carabinieri e trasportato all’obitorio di Pescara. Il pubblico ministero Marina Tommolini potrebbe affidare oggi l’incarico a Ildo Polidoro per eseguire sia l’autopsia che le procedure per arrivare all’identificazione dell’uomo, la cui età sarebbe piuttosto avanzata, come emerso da un primo esame sul posto, due giorni fa.
Dopo la scoperta, segnalata dal sindaco di Collecorvino Antonio Zaffiri al primo cittadino di Bisenti, Enzino De Febis, si è subito ipotizzato che quello sia il cadavere di Palmerino Piccirilli, detto Rino, l’83enne scomparso il 21 ottobre 2019 proprio da Bisenti, lasciando nello sconforto le due sorelle.
Anche se non ci sono certezze che sia così, a Bisenti si è diffuso il timore che si tratti proprio del pensionato, che viveva solo e il giorno in cui ha fatto perdere le tracce era uscito in autobus, «una cosa che gli piaceva molto», dice De Febis.
«Non sappiamo cosa gli sia accaduto», prosegue il sindaco di Bisenti, che si dice «costernato».
«A Bisenti», va avanti il primo cittadino, «vivono duemila persone, ci conosciamo tutti, siamo un po’ come una grande famiglia. Ogni volta che incontravo Piccirilli mi offriva la cioccolata e questi gesti restano nel cuore. Lui, poi, era una persona che stava bene con tutti. Qui in paese c’era ancora la speranza di trovarlo vivo, io stesso mi guardavo sempre attorno nella speranza di avvistarlo da qualche parte. Poi è arrivata la notizia da Collecorvino», della scoperta del cadavere vicino al fiume.
Dopo il ritrovamento del corpo, che apparterebbe a un uomo (le gambe non sono intere e un braccio è stato trovato a poca distanza dal resto), in paese, va avanti De Febis, «siamo stati presi dallo sconforto perché mai avremmo immaginato una fine del genere. E resta il pensiero che non sappiamo cosa gli sia capitato dal giorno in cui è sparito e come sia morto».
C’è attesa, quindi, per l’esame e gli accertamenti di Polidoro che consentiranno di scoprire, ad esempio attraverso l’arcata dentale e il Dna, l’identità del corpo scovato lunedì, dai cani di una donna che vive a poca distanza dal fiume. Accertamenti che permetteranno di risalire, anche, alle cause della morte.
E così, a quel punto, si saprà se davvero quel corpo è stato restituito dal fiume durante una piena, come è stato ipotizzato in un primo momento, o se, invece, le strade da seguire, da parte degli investigatori, sono altre. E poi, dove e come, quel corpo, sarebbe finito nel corso d’acqua?
Tra l’altro, a diverse decine di metri dal cadavere sono stati scovati degli indumenti ma potrebbero anche non essere riconducili all’uomo, per ora ancora senza nome.
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