Anziano rapinato e ucciso in casa, i vicini: "Prima le grida, poi i vetri rotti. Un delitto inspiegabile"

14 Settembre 2015

MIrko Giancaterino, 36 anni, è stato arrestato per l'omicidio di Gabriele Giammarino. Il racconto dei vicini: quando si è sentita la puzza di fumo abbiamo dato l’allarme I testimoni: abbiamo visto l’assassino fuggire. Il sindaco: siamo addolorati

PENNE. Come ogni mattina si è alzato presto per il suo consueto giro per il paese. Ieri, però, qualcosa è andato storto e Gabriele Giammarino, ex maresciallo dell'Aeronautica militare, ottantenne, è stato ucciso all'interno della sua abitazione di via Bernardo Castiglione, a metà tra viale Santo Spirito e viale San Francesco, dove è stato anche appiccato un incendio. I vicini hanno sentito «il trambusto, i rumori», hanno notato «il fumo nero» e si sono allarmati, facendo intervenire i soccorsi.

Per il delitto i carabinieri hanno arrestato MIrko Giancaterino, 36 anni. Secondo gli investigatori lo ha assassinato per derubarlo della pensione e dei contanti che teneva nel portafogli, sapeva delle sue abitudini e lo ha aspettato dietro l'uscio di casa per coglierlo di sorpresa ed entrare. Poi, una volta dentro, c’è stata una colluttazione e quindi l’omicidio, dopodiché è stato appiccato il rogo e il cadavere è stato abbandonato a terra.

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Ad accorgersi che c’era qualche problema sono stati i condomini della palazzina doveva viveva Giammarino. È stata la badante di un’invalida che abita nello stesso palazzo a sentire degli strani rumori e la puzza di fumo provenire dall'appartamento dell'anziano. La donna ha avvisato gli altri inquilini dello stabile e a quel punto sono scattate le telefonate ai carabinieri e ai vigili del fuoco, con le richieste di soccorso e di intervento, essendoci il terrore che il rogo si propagasse. È stato anche visto un uomo allontanarsi in modo trafelato e quindi sospetto.

In paese tutti conoscevano Giammarino. «Viveva solo, era una brava persona e non meritava di certo una fine del genere. Non era uno sprovveduto e non apriva mai la porta a chi non conosceva», racconta uno dei vicini. «Ultimamente non era più lucido come un tempo, era stato sottoposto anche un ricovero coatto, ma non aveva mai dato di matto contro qualcuno, anzi», dicono di lui. «È stato un personaggio, con un passato illustre nell'aereonautica militare, e quando era giovane ha aiutato e spinto diversi pennesi ad arruolarsi. Era amante delle passeggiate e degli animali», aggiunge chi ha avuto a che fare con lui.

Chiunque abbia vissuto a Penne lo ha visto più volte lungo circonvallazione Aldo Moro o, più di recente, nella zona della rotonda di viale San Francesco e spesso lo si trovava a parlare tra sé e sé o a scambiare qualche battuta con i passanti, ai quali confidava le sue teorie e i suoi pensieri, anche quelli più assurdi.

Ieri la notizia della sua morte si è diffusa subito e la strada che porta alla palazzina dove si è consumata la tragedia si è riempita di curiosi. Anche nel vicinissimo Bar Giardino non si è fatto altro che parlare dell’omicidio e dell’efferatezza del delitto, considerato che l’ottantenne è stato percosso e accoltellato.

In molti si sono affacciati nei pressi dell’abitazione per saperne di più e per capire cosa fosse accaduto all’ex maresciallo. Unanime il ricordo positivo per quest’uomo, ucciso brutalmente, e anche su Facebook non sono mancati i messaggi di cordoglio per l'anziano che a Penne ha solo un cugino mentre la sua unica sorella vive a Roma, con due figli.

Anche il sindaco Rocco D’Alfonso ha voluto esprimere il suo dispiacere per la terribile vicenda. «Nel manifestare profondo dolore per l'uccisione del nostro concittadino, intendo ringraziare le forze dell'ordine per la celerità con cui sono intervenute e hanno tratto in arresto l'autore dell'omicidio», ha sottolineato nel pomeriggio, dopo aver saputo che un quarantenne del posto è finito in carcere.

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