Anziano truffato, subito libere le finte benefattrici

4 Luglio 2015

Il giudice non convalida l’arresto dopo il raggiro da 600 euro prelevati alle Poste La motivazione: «Il pensionato è un commerciante, doveva accorgersene»

PESCARA. Non è stato convalidato l’arresto delle due donne che i carabinieri hanno bloccato all’uscita dell’ufficio postale di via Passolanciano, ritenute responsabili di una truffa ai danni di un pensionato di 78 anni. Le due sono Anna Loiacono e Elvira Gallo, di 48 e 45 anni, pescaresi, finite nei guai con la giustizia già in passato per episodi truffaldini. L’altro giorno sono state fermate dai militari del Nucleo operativo e radiomobile, agli ordini del tenente Antonio Di Dalmazi, dopo aver riscosso 600 euro da un anziano a cui avrebbero promesso, in cambio di quel denaro, una ricompensa di diecimila euro. Le due hanno spiegato che avevano bisogno di denaro contate per aprire un conto corrente su cui depositare un assegno di ben 130mila euro. Il pensionato non ha avuto dubbi: ha raggiunto l’ufficio postale con le due presunte benefattrici e ha prelevato il denaro richiesto, già pregustando il premio che avrebbe ricevuto dopo qualche ora. I carabinieri, che li attendevano in strada perché allertati da un conoscente dell’anziano, gli hanno spiegato che le cose non stavano come credeva lui e che non avrebbe mai ricevuto i diecimila euro, per cui hanno recuperato i 600 euro e glieli hanno restituiti.

Per le due è scattato l’arresto ma in sede di convalida il giudice ha ritenuto il provvedimento ingiustificato e sono tornate in libertà. Questo perché il pensionato, che si occupa di vendite on line, non è da ritenersi una persona «del tutto sprovveduta», per il giudice. Come dire che i commercianti, compresi quelli anziani, rappresentano una categoria a sé, immune dalle truffe o comunque in grado di riconoscere senza difficoltà gli impostori.

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