Aperta la Casa della Solidarietà

6 Luglio 2017

Taglio del nastro con l’arcivescovo Valentinetti tra gli striscioni di protesta di un gruppo di residenti

MONTESILVANO. Si chiama Casa della solidarietà, è intitolata a Madre Teresa di Calcutta e da lunedì aprirà i battenti per accogliere centinaia di persone in difficoltà economica. È la nuova mensa dei poveri di Montesilvano, alla quale si aggiunge un emporio solidale. I due servizi, inaugurata ieri mattina nei locali dell’ex stabilimento Artigianluce, su corso Umberto, a Santa Filomena, sono il frutto della collaborazione tra il Comune, l’Azienda speciale e la Caritas diocesana e realizzati tramite un finanziamento statale, dalla prossima settimana consentiranno alle famiglie bisognose di poter usufruire di pasti caldi e di poter fare la spesa senza dover spendere neanche un centesimo.
In particolare la mensa, che conta 60 posti a sedere e va a sostituire quella di via Lanciano, sarà aperta dal lunedì al sabato dalle 12 alle 13 e potrà essere utilizzata dalle persone in possesso di un tesserino rilasciato dal centro di Ascolto presente nella della struttura. La vera novità è rappresentata dall’emporio solidale, aperto il giovedì dalle 16 alle 19, che consentirà agli utenti individuati dal Pronto Intervento Sociale di beneficiare di una tessera punti che permetterà di fare la spesa gratuitamente. La Casa della solidarietà si avvarrà inoltre della preziosa collaborazione di circa 60 volontari che hanno dato a oggi la disponibilità a collaborare nelle strutture. «Negli ultimi anni», ha sottolineato il sindaco Francesco Maragno, «purtroppo la situazione è molto peggiorata. Sempre più persone si rivolgono a strutture come la mensa per i poveri e non si tratta solo di immigrati o senzatetto, ma anche di famiglie che fino a qualche anno fa stavano bene economicamente». La precisazione del primo cittadino è stata indirizzata in particolare a un gruppo di residenti del quartiere di Santa Filomena, riuniti in un omonimo comitato, che ieri mattina hanno messo in atto una protesta pacifica e silenziosa, durante l’inaugurazione, per esprimere la propria contrarietà all’iniziativa con striscioni che recitavano “E’ il mio quartiere, non un ghetto. Pretendo rispetto” o ancora “Giù le mani dal mio quartiere. Giù le mani da casa mia”. La protesta è legata in particolare al fatto che lo stesso edificio che ospita la Casa della solidarietà, a breve, aprirà le porte anche agli immigrati nell’ambito del nuovo sistema di accoglienza Sprar.
«Oggi Montesilvano è ancora più bella», ha detto a tal proposito il commissario dell’Azienda Speciale, Luca Cirone. «Una bellezza che non tutti hanno capito, che ha generato paure ma che invece arricchirà la città».
Soddisfazione per il traguardo a lungo attesi, ma anche rammarico per il crescente numero di cittadini in grande difficoltà, sono stati espressi dal direttore della Caritas, don Marco Pagniello, mentre il vescovo Tommaso Valentinetti, prima della benedizione, è tornato sul tema dei migranti. «Nella storia le migrazioni dei popoli sono sempre esistite», ha sottolineato, «Il nostro servizio alla comunità consiste nel dare una possibilità di vita, di sviluppo e di integrazione».
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