Aperto il nuovo Pronto soccorso, preso d’assalto da 300 pazienti

Il primario Albani: «Tanti traumi da caduta o incidente, trattati i malesseri degli anziani per il caldo» La Protezione civile porta acqua ai pazienti in coda. Smantellata la vecchia struttura, malati trasferiti
PESCARA. Nuovo pronto soccorso: circa 300 i pazienti visitati nel primo giorno di apertura. I primi utenti sono arrivati all’alba di ieri nel presidio sanitario, situato tra via Fonte Romana e via Monte Faito, inaugurato il 16 luglio scorso e aperto dopo venti anni di attesa e 5 di lavori. Mentre una trentina di pazienti ricoverati all’Obi (Osservazione breve) del vecchio pronto soccorso, smantellato durante la notte per fare posto all’obitorio nei prossimi giorni, sono stati trasferiti nei reparti di Geriatria, Medicina, Rianimazione, Ortopedia. Alcuni trasportati nelle strutture sanitarie di Sulmona, a causa della saturazione di posti letto nell’ospedale di Pescara, altri dimessi.
Gli ingressi nel nuovo dipartimento di emergenza già dopo le 4 del mattino. Uomini e donne di tutte le età, principalmente afflitti da «traumi da caduta o incidenti, rotture e lussazioni di spalla, femore e clavicola» spiega il primario Alberto Albani, referente regionale per le Emergenze-Urgenze, «molti anche gli anziani» arrivati nel presidio «in stato di disidratazione» conseguenza del caldo asfissiante.
A mezzogiorno, le sale interne dell’accettazione e delle visite, luminose, colorate, supertecnologiche e refrigerate, erano affollate. Nel pomeriggio prima delle 16, i dati sui computer registravano 146 pazienti già visitati, 46 in triage o in corso di monitoraggio e 44 da visitare. Mentre all’esterno, sotto la canicola, a patire i maggiori disagi erano i familiari dei pazienti in attesa: «Ci fosse almeno una panchina per sedersi» è stato il commento di Costanzo Ciaccia, 74 anni, disabile pescarese. Familiari e accompagnatori, per ora, per ragioni legate alle prescrizioni di sicurezza anti Covid, non possono accedere nella immensa sala d’attesa interna da un centinaio di posti. Nell’area di accesso, davanti alla rotonda tra via Fonte Romana e via Monte Faito, erano operativi un volontario della Protezione civile di Montesilvano (che ha distribuito bottigliette di acqua fresca all’utenza accaldata) e due dipendenti della cooperativa Diogene, in servizio di portierato in guardiola, solleciti nel fornire indicazioni ai pazienti in arrivo a piedi o in macchina. I primi percorrono il vialetto che costeggia la guardiola per accedere al pronto soccorso, mentre ambulanze e vetture private con i malati a bordo seguono la via d’ingresso colorata di rosso che conduce direttamente nella camera calda, dove i pazienti vengono fatti scendere dai mezzi o trasferiti in barella direttamente nella choc room del pronto soccorso. Per raggiungere il Cup, bisogna attraversare il viale alberato del parcheggio interno al presidio ospedaliero. Danilo, professionista pescarese di 59 anni, ha avuto problemi agli occhi la notte scorsa: «Dopo 10 minuti dall’arrivo in pronto soccorso ero già in ambulatorio di Oculistica. Sono stato trattato benissimo, la struttura è ampia e bella». I fratelli Egidio e Marinella Giuttari, sono in vacanza a Pescara provenienti da Foggia. La mamma 86enne, che aveva accusato un malore, era in osservazione da 4 ore alle 12.30 di ieri. Mostrano preoccupazione, ma qualcuno li rassicura: «Vostra madre è in buone mani».

