Aperture serali durante l’estate I negozianti: inutile senza eventi

Dopo la richiesta di Cremonese per far fronte alla carenza di iniziative dovuta al maxi debito dell’Ente Le associazioni: attuabile solo con un volume di persone che giustifichi gli sforzi economici e gestionali
PESCARA. L’apertura serale dei negozi d’estate, senza iniziative capaci di attirare persone in città, è fuori discussione. Sembrano tutte d’accordo le associazioni di categoria di Pescara, e tutte vanno contro la proposta lanciata dall’assessore alle Attività produttive Alfredo Cremonese. Lunedì l’esponente di giunta ha convocato le associazioni, per fare il punto sul programma di eventi della prossima estate, alla luce della batosta arrivata con la sentenza della Corte costituzionale che costringe il Comune a restituire anticipatamente le rate di un prestito da 33 milioni di euro. Una notizia che obbliga l’ente a tirare la cinghia e a risparmiare al massimo, a cominciare proprio dagli eventi.
In questo quadro, Cremonese anche quest’anno ha lanciato l’appello ai commercianti sull’apertura di sera durante l’estate. Ma esattamente come nella scorsa stagione, l’idea ha trovato il muro delle associazioni, almeno senza determinate condizioni.
«L’apertura serale dei negozi non è la panacea di tutti i mali», afferma Olivia Chiarolla, referente per Ascom Pescara. «Ci devono essere le condizioni per mantenere le attività operative anche di sera, non di certo lo facciamo allo sbaraglio. Crediamo debba esserci un programma, un progetto, un’occasione. In quel caso nessuno si tirerà indietro. Pescara ormai è vuota di giorno, figuriamoci di sera. Mi sembra assolutamente prematuro parlare di un’ipotesi di questo tipo». «Se ci dovessero essere le condizioni giuste, sarà automatico per i negozi aprire anche di sera come succede in tutte le città turistiche», analizza Fabrizio Vianale, direttore di Confartigianato Pescara. «L’apertura serale crea diverse problematiche a livello di oneri e organizzazione. Questa ipotesi, quindi, potrebbe essere valutata solo di fronte a un volume di persone che andrebbe a giustificare gli sforzi economici e gestionali. Parlarne oggi, senza mettere al centro il turismo, non ha alcun senso e, anzi, lo trovo paradossale. L’amministrazione non fa altro che parlare di rumore e di necessità di rispettare il diritto al riposo e questa problematica con i negozi aperti e tanta gente in giro si amplificherebbe».
Contrarissima anche la presidente di Confesercenti, Marina Dolci che punta i riflettori sui costi. «Per le attività medio grandi occorre garantire un turn over dei dipendenti, e dopo le 22 scatta un 30 per cento in più in busta paga. Sono tutti aspetti che vanno previsti. Abbiamo una città triste, siamo in una situazione di crisi economica e gli alberghi non sapremo se ospiteranno i turisti o se saranno ancora impegnati nella gestione dei profughi che giustamente stiamo accogliendo. Un’apertura serale non mi sembra plausibile».
D’accordo, ma con riserva, Confcommercio. «Da anni diciamo che siamo ben lieti di aprire i negozi la sera», ricorda il presidente Riccardo Padovano, «ma abbiamo bisogno di una politica che promuova la città. Sappiamo che cosa significa dissesto per un Comune, ma occorrono eventi per richiamare le persone a Pescara, perché se non c’è gente non ha senso tenere aperto. Così come è importante andare incontro alle attività sul tema dell’occupazione del suolo pubblico, perché costi troppo elevati significano ridurre i tavolini all’aperto che invece sono importanti nell’offerta complessiva di Pescara».

