Api, vespe, calabroni sono i nemici dell’estate Ecco come difendersi

14 Luglio 2017

Mercoledì un 36enne di Colledimezzo è morto punto da un imenottero Sono casi rari, ma non vanno sottovalutati. Soprattutto se si è allergici  

PESCARA . La vicenda di Rosario Romele, l'uomo di Colledimezzo morto l'altra sera a 36 anni in seguito alla puntura di un insetto che gli ha provocato uno shock anafilattico, torna ad accendere i riflettori sui pericoli derivanti da vespe, api e calabroni, soprattutto d'estate. Gli esperti, però, lo ripetono a gran voce: non esistono insetti killer in sé. È una combinazione di elementi a poter essere letale. E a dover essere prudenti sono soprattutto le persone allergiche. Api, vespe, tafani, zanzare: sono tanti gli insetti che pungono presenti anche in Abruzzo. Alcuni solo fastidiosi, ma non pericolosi, come, appunto, le zanzare; altri, come le vespe, possono rappresentare un pericolo. E, tra le vespe, bisogna stare attenti al calabrone. I rischi si corrono principalmente nelle attività all'aria aperta e, di conseguenza, i pericoli sono maggiori d'estate.
Da sempre i soggetti più esposti sono i motociclisti ed i ciclisti e chiunque lavori all'aperto. L'uomo di Colledimezzo, ad esempio, era impegnato, insieme a un bracciante, in un sopralluogo su un terreno di proprietà che aveva intenzione di ripulire. Improvvisamente si è lamentato per la puntura di un insetto sul braccio. Nel giro di pochi secondi ha iniziato a sentirsi male, poi la situazione è precipitata, fino alla morte. La sua storia è solo l'ultima in ordine cronologico. Si stima che in Italia, ogni anno, 5-6 milioni di persone vengano punte dagli insetti. Una buona parte degli accessi nei pronto soccorso per reazioni allergiche è dovuta proprio al veleno degli imenotteri. Se si scorrono le cronache degli ultimi anni sono numerosissimi i casi di punture letali. C'è l'imprenditore agricolo morto meno di un mese fa nel Cremonese o la donna morta a fine maggio nell'Alessandrino. Stessa sorte, lo scorso anno, è toccata ad un 53enne della provincia di Modena, ad un 27enne di Ravenna che poi ha donato gli organi, ad un anziano agricoltore della provincia di Venezia e ad una 55enne di Novara. Tante anche le storie di persone salvate in tempo. Come l'uomo di Goriano Sicoli salvato da una guardia medica, il motociclista di Montesilvano salvato dal 118 dopo una puntura, mentre era in gita ad Archi, e il 67enne di Carsoli che deve la vita ai soccorritori della Croce Rossa. Spiega l'entomologo Maurizio Biondi, docente di zoologia all'Università dell'Aquila: «Il problema riguarda gli imenotteri, soprattutto api e vespe, tra cui, in particolare, la vespa crabro, più nota come calabrone, responsabile di vari eventi mortali. Molto dipende dalle zone: in alta montagna il calabrone non c'è, sulla costa sì. Basti pensare che fa più morti il calabrone della vipera. Una vespa, nel suo piccolo, ha un veleno molto simile a quello di molti serpenti, anche se le quantità sono diverse. Non rappresentano un problema vero e proprio, invece, le api, la cui quantità di veleno è minima. La questione, ovviamente, si ricollega al tema delle allergie da veleno di imenotteri. Gli insetti presenti nelle nostre zone, in linea di massima, infatti, ma ad essere letale è una combinazione di elementi». Il consiglio ai motociclisti, una delle categorie più a rischio, è quello di «indossare l'abbigliamento idoneo, che ripara anche dagli insetti. Negli ultimi tempi, in cui gli appassionati di moto indossano l'abbigliamento ad hoc», sottolinea il docente, «sono diminuiti anche i problemi legati agli imenotteri. Non dimentichiamo, infatti, che punture ripetute di un calabrone che magari resta bloccato nella maglia possono diventare un problema anche per un soggetto non allergico». Nel sottolineare che «gli insetti sono estremamente importanti e la natura non può farne a meno, anche se purtroppo stiamo assistendo ad una riduzione della biodiversità e anche ad una diminuzione degli insetti», Biondi prova a dare qualche consiglio utile nel caso in cui si entri a contatto con un imenottero. «Le api e le vespe non pungono se non si fanno movimenti strani. L'istinto è quello di muoversi e fare degli scatti, ma, al contrario, bisogna cercare di mantenere il controllo è la calma. La prima cosa da fare è cercare di non uccidere l'insetto. Il calabrone, ad esempio, è una delle poche vespe che reagisce. Bisogna muoversi con cautela. Nel caso di un insetto in casa», conclude Maurizio Biondi, «bisogna allontanarsi, aprire le finestre e, se è buio, spegnere le luci, magari accendendo quelle esterne per attirarlo fuori».