Appalti Asl, via agli interrogatori Il gip: «Reati di gravità inaudita»

17 Giugno 2022

Da oggi il faccia a faccia dei 5 arrestati con il giudice Di Carlo: Marinelli potrebbe restare in silenzio Le accuse: gli indagati pronti a raggiungere lo scopo con ogni mezzo, volevano sviare le indagini

PESCARA. Oggi si apre un secondo passaggio fondamentale nell’inchiesta sugli appalti alla Asl di Pescara che ha portato agli arresti domiciliari l’imprenditore Vincenzo Marinelli, il suo factotum, Graziano Canonico, la dirigente Asl Tiziana Petrella, il suo braccio destro Antonio Verna e l’imprenditore Fabio Tonelli. Da oggi iniziano gli interrogatori di garanzia davanti al gip Antonella Di Carlo che ha firmato l’ordinanza di misura cautelare. Interrogatori che il giudice ha diluito in tre giorni: si inizia oggi con Canonico e Tonelli; poi, lunedì sarà la volta dei dipendenti della Asl, Petrella e Verna; mercoledì si chiude con l’interrogatorio di Marinelli.
FACCIA A FACCIA CON IL GIP Probabilmente nessuno degli indagati risponderà alle domande del giudice: potrebbero avvalersi in blocco della facoltà di non rispondere anche perché i rispettivi avvocati (del collegio difensivo fanno parte Augusto La Morgia, Vincenzo Di Girolamo, Manuel Sciolè, Marco Perrucci ed Ernesto Rodriguez) non conoscono ancora tutte le carte dell’accusa, ma soltanto quanto ha riportato il gip nelle circa 600 pagine dell’ordinanza di custodia cautelare. Si tratta di posizioni strettamente collegate e saldate da una costruzione di intercettazioni ambientali – le altre, telefoniche, vennero abbandonate dal pm per una ripetuta fuga di notizie – che lasciano pochi spazi di manovra.
LE ACCUSE Il pm Andrea Di Giovanni ha basato le sue accuse di turbativa d’asta (per le 5 gare di appalto della Asl di Pescara per circa 35 milioni complessivi) e corruzione, con ambientali considerate piuttosto chiare, che, secondo la Procura, non si prestano a duplici interpretazioni. Dove i protagonisti parlano senza mezzi termini di come addomesticare le commissioni di gara e soprattutto il risultato finale dei vari appalti in favore delle società collegate all’imprenditore Marinelli.
PRIMO RICORSO L’avvocato Di Girolamo, legale di Petrella, la dirigente Asl che da quanto traspare dalle carte ricopre un ruolo di primo piano, avrebbe l’intenzione di presentare un ricorso al Tribunale del riesame contro i motivi posti a sostegno della misura cautelare, per cui difficilmente farà rispondere la sua assistita all’interrogatorio di garanzia.
«GRAVITà INAUDITA» Tutto questo anche se il gip Di Carlo è stata chiara nello spiegare le esigenze cautelari: «I fatti di reato accertati», scrive, «sono di inaudita gravità e sono stati commessi da soggetti che alla possibilità di rendere conto penalmente di quanto si stava verificando (le indebite informazioni di essere intercettati e la proroga delle indagini) hanno deliberatamente anteposto la volontà di continuare comunque a locupletare, adottando accorgimenti per eludere le investigazioni». Vale a dire che, nonostante avessero saputo delle indagini in corso, invece di fermarsi avrebbero soltanto preso delle precauzioni, come per esempio utilizzare Whatsapp ed evitare qualsiasi telefonata. «Vincenzo Marinelli e Canonico», aggiunge il gip, «non conoscono altro modo di agire che non sia quello, prima di giungere allo scopo, di verificare sei i soggetti coinvolti rientrano già nel novero degli avvicinati oppure, tra gli avvicinati, chi possa fungere da intermediario con chi deve essere piegato ai loro desiderata». Insomma, gli arresti sono scattati proprio perché tutti avrebbero continuato a «lavorare» in maniera illecita su quelle gare di appalto, nonostante sapessero delle intercettazioni e nonostante qualcuno di loro avesse già ricevuto la proroga delle indagini.