Appalti della sanità e corruzione Nuovo blitz negli uffici regionali

Nel mirino degli investigatori il project financing legato al bando di gara per il polo oncologico di Chieti E intanto venerdì prossimo il consigliere regionale Mauro Febbo sarà interrogato dal pm Di Giovanni
PESCARA. Nuovo blitz degli investigatori negli uffici della Regione Abruzzo nell’ambito dell’inchiesta che sta conducendo il sostituto procuratore Andrea Di Giovanni, sul presunto intreccio di interessi tra la politica e gli affari dell’imprenditore pescarese della sanità Vincenzo Marinelli. L’attenzione degli inquirenti si è focalizzata sulla centrale di committenza, e cioè il centro acquisti della Regione che tratta anche tutte le gare della sanità.
Uno dei motivi principali potrebbe essere legato allo scambio di telefonate tra la responsabile di quello specifico settore regionale e Lorenzo Sospiri, che la procura ritiene essere «asservito agli interessi privati di Vincenzo Marinelli e delle società allo stesso riconducibili». Al centro dell’attenzione degli inquirenti, ci sarebbe quel Project financing di una società rappresentata da Marinelli che spingeva per accelerare l’iter di definizione del bando di gara del polo oncologico. L’obiettivo è quello di trovare documenti, appunti e ogni altro possibile elemento da mettere in relazione con la realizzazione del nuovo polo oncologico dell’ospedale di Chieti che rappresenta uno dei filoni d’inchiesta di questa complessa indagine, che spazia dall’acquisto dei bus da parte di Regione e Comune di Pescara, alle gare di appalto della sanità e, in particolare, con tutto ciò che potrebbe essere messo in relazione con la posizione dei politici indagati. La magistratura continua la ricerca di carte, ma anche di semplici appunti, da collegare ai politici indagati. Stiamo parlando non solo dell’attuale presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, al quale il magistrato ha fatto sequestrare il telefono cellulare, ma anche degli altri esponenti politici attualmente coinvolti in questa maxi inchiesta non ancora del tutto delineata. Il telefono è stato sequestrato anche all'unico esponente di centrosinistra, Silvio Paolucci, anche se in relazione a una specifica ipotesi di rivelazione del segreto d’ufficio che riguarderebbe la diffusione di notizie su possibili telefoni sotto controllo. Mentre gli ultimi due ingressi, come politici, nell’ambito dello stesso filone del polo oncologico, sono l’attuale consigliera regionale della Lega, Sabrina Bocchino, e l’ex parlamentare, sempre della Lega, Fabrizio Di Stefano. L’unico politico, invece, a subire una perquisizione e il sequestro del cellulare, è stato l’ex assessore forzista Mauro Febbo. Ed è proprio nell’ambito di quella perquisizione che gli investigatori hanno fatto la scoperta di una cassetta di sicurezza depositata in una banca di Pescara, e intestata alla figlia di Febbo, dove sono stati rinvenuti 227 mila euro in contanti oltre ad altri 280 mila euro di assegni, peraltro sembra ormai scaduti, che riguarderebbero però l'attività di tributarista dello stesso Febbo che si è detto pronto a chiarire la provenienza di quei soldi. E infatti, per venerdì prossimo, è in programma l’interrogatorio di Febbo davanti al pm Di Giovanni, interrogatorio sollecitato dallo stesso consigliere regionale e capogruppo del suo partito, tramite il suo legale Massimo Cirulli. L’inchiesta conta già più di venti indagati e molti potrebbero essere finiti nel “libro nero” magari per alcune telefonate con Marinelli, personaggio molto conosciuto a Pescara.

