Appalti diretti, l’opposizione: la politica deve mettere regole

I richiami all’amministrazione del segretario generale, faccia a faccia di due ore in commissione Garanzia Sola (M5S): subito più trasparenza. Giampietro (Pd): sì ai controlli. Il civico Pettinari: il caso in consiglio
PESCARA. È durata quasi due ore, ieri, l’audizione del segretario generale Carla Monaco in commissione Garanzia dopo la relazioni di 13 pagine con «rilievi» all’amministrazione Masci sugli appalti affidati in via diretta, sul principio di rotazione delle imprese e sulle consulenze esterne. Richiami non isolati: da quel documento emerge che, anche in passato, il segretario generale aveva segnalato «rilievi specifici» a singoli settori del Comune e l’aveva fatto «con separate note». Una seduta fiume che, però, non ferma la polemica: l’opposizione resta ferma, invoca trasparenza e vuole portare il caso in consiglio comunale.
«La regolamentazione interna del Comune risulta inadeguata su questioni come la rotazione degli incarichi, attualmente considerata rispettata semplicemente evitando di affidare due incarichi consecutivi allo stesso operatore», spiega il consigliere M5S Paolo Sola, presidente della commissione, «questa impostazione, forse di per sé troppo elastica, è insufficiente per elevare gli standard di sicurezza e garanzia degli atti amministrativi, e richiederebbe misure più stringenti e specifiche. Nonostante sia la legge a stabilire un confine tra responsabilità politiche e amministrative», dice Sola, «la politica ha il dovere di vigilare e adottare misure non solo per garantire la trasparenza degli atti, ma anche la loro piena legittimità. Questa responsabilità non può essere delegata esclusivamente alla struttura», dice Sola, «ma deve trovare un riscontro concreto nell’operato degli organi politici e di indirizzo. Dopo gli scandali che hanno travolto il nostro Comune nei mesi scorsi, è dovere degli amministratori vigilare».
«La relazione del Segretario generale è stata impeccabile», dice Piero Giampietro del Pd, «e le va dato atto di autorevolezza e indipendenza. Alla reazione della maggioranza rispetto alle nostre posizioni, ricordo invece che questo è lo stesso Comune travolto dal caso Trisi, caso che secondo le accuse non può essere ridotto a un semplice quanto doloroso caso di dipendenza: è del tutto legittimo che i consiglieri, specialmente quelli di minoranza, si impegnino nel vigilare affinché il Comune si doti di anticorpi per evitare che si ripetano casi simili, perché non ci può affidare solo alla serietà del singolo dirigente o funzionario. E dotare il Comune di anticorpi è dovere anche di chi lo governa e dovrebbe essere una preoccupazione anche dei consiglieri di maggioranza».
Il civico Domenico Pettinari vuole un dibattito in consiglio e chiede «una risposta politica» alla giunta del sindaco Carlo Masci: «Avrei voluto che su questo delicatissimo tema se ne discutesse in consiglio e continuo a pretenderlo», dice Pettinari, «la giunta deve rispondere alle domande dei consiglieri anche perché, oltre alle raccomandazioni fatte dal segretario, in commissione è emerso chiaramente che controlli più approfonditi sugli atti non si riescono a fare per una serie di ragioni e noi, invece, vorremmo che si trovasse un modo per farli e su questo solo la politica può discuterne e dotarsi, magari, di un regolamento ad hoc. Noi ne vogliamo parlare in consiglio ed esigiamo una risposta compiuta dalla giunta: non si può relegare a una commissione», afferma Pettinari, «la discussione su questo tema solo alla presenza della tecnostruttura senza nessuna partecipazione dei rappresentanti della giunta». E il civico promette: «Continueremo a fare battaglia affinché, soprattutto per somme importanti, vedi affidamenti in occasione del G7 , si evitino i ricorsi agli affidamenti diretti: si parta prima e si facciano le gare pubbliche».

