Appalto rifiuti prorogato, il Comune condannato dal Tar

22 Gennaio 2016

MANOPPELLO. I consiglieri di opposizione Barbara Toppi e Fabio Argirò inviano un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti. L’esposto arriva dopo la condanna del Comune da parte del Tar...

MANOPPELLO. I consiglieri di opposizione Barbara Toppi e Fabio Argirò inviano un esposto alla procura regionale della Corte dei Conti. L’esposto arriva dopo la condanna del Comune da parte del Tar sul caso dell’appalto rifiuti. Toppi e Argirò, adesso, chiedono controlli su una delibera del Comune di Manoppello con la quale l’amministrazione del sindaco Gennaro Matarazzo è stata costretta ad approvare la liquidazione di oltre 14 mila euro per il pagamento di spese processuali in un procedimento intentato, dalla stessa minoranza, per l’annullamento di una delibera contestata sull’affidamento della gestione del servizio di igiene urbana. I due consiglieri chiedono alla procura di accertare le possibili responsabilità contabili degli amministratori che «sebbene ripetutamente avvertiti delle errate procedure di affidamento, poi riconosciute anche dal Tar, non avrebbero desistito dal loro intento». Alla scadenza dell’affidamento dell’appalto rifiuti alla Formula Ambiente, l’amministrazione rinegoziò il contratto prorogandolo per tre anni. Un’operazione contraria al regolamento comunale. Si oppose, con un ricorso al Tar la ditta concorrente Rieco, chiedendo l’annullamento della delibera, mentre la Toppi intervenne all’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici per verificarne la regolarità. Il Tar non tardò a emettere il suo verdetto che fu quello di invalidare la delibera, condannando l’ente municipale al pagamento della spese processuali. «L’amministrazione» spiegano Toppi e Argirò, «avrebbe potuto ritirare la delibera di proroga a Formula Ambiente, in autotutela, ammettendo di aver compiuto un’operazione non corretta. La vicenda sarebbe finita lì. Ora non ci sarebbe l’incombenza di dover sborsare 14 mila euro per un contenzioso che si dimostrava perdente fin dall’inizio. Se ora vi sono responsabilità lo deciderà il procuratore della Corte dei Conti e chi ha voluto insistere con una rinegoziazione e una proroga del contratto non ammissibile, ora dovrà farsene carico».

Sul caso intervenne anche il coordinatore del Pd cittadino, Stefano Mancini, rammaricandosi di quanto era accaduto, additando la giunta Pd di superficialità, anche se avrebbe agito in buona fede. «Il partito», disse, «auspica che l’amministrazione individui le responsabilità per consentire che le attività amministrative proseguano nel rispetto delle regole».

Walter Teti

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