Appartamento in affitto? No, casa d’appuntamenti

Denunciata dalla polizia la 38enne che gestiva il giro di prostituzione in via Colonna I numeri delle ragazze pubblicizzati su internet. L’allarme dato dall’amministratore
PESCARA. La segnalazione è arrivata dall’amministratore della palazzina, in via Colonna, a Porta Nuova, dopo le proteste degli altri condomini su quel continuo via vai di ragazze e transessuali all’interno del condominio. E alla fine, dopo appostamenti e indagini da parte dei poliziotti della squadra Mobile diretta da Dante Cosentino, sono arrivati i sigilli all’appartamento.
Dopo quelle segnalazioni, infatti, la polizia ha avviato le indagini che hanno portato al sequestro dell’appartamento e alla denuncia della locataria, J.C.P., 38enne originaria della Repubblica Dominicana ma con cittadinanza italiana, che l’aveva adibito, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, a casa di prostituzione. In sostanza la donna, pur abitando in un altro appartamento non molto distante da quello in via Colonna, lo aveva preso in affitto l’estate scorsa, ufficialmente per ospitarvi la madre e altri familiari che sarebbero dovuti arrivare dal Paese d’origine. In realtà, però, dai controlli fatti dagli agenti della Volante e della Squadra mobile è emerso ben altro. A cominciare dallo scorso marzo quando, nel corso di uno dei vari appostamenti, i poliziotti sorpresero un cliente che si accingeva a intrattenersi a pagamento con una delle ragazze all’interno di quell’appartamento.
Secondo gli investigatori, ad organizzare il giro di prostituzione sarebbe stata proprio J.C.P., che è ora accusata di aver favorito (mettendo a disposizione l’immobile da lei preso in affitto) e sfruttato le ragazze, percependo somme di denaro a titolo di “rimborso spese”. Gli investigatori hanno scoperto anche che alcune utenze telefoniche intestate alla 38enne dominicana e ad alcune prostitute erano pubblicizzate su Internet nei siti specializzati. Particolare che ha ulteriormente confermato quanto già rilevato dai poliziotti. Un’ipotesi confermata dall’esperienza diretta fatta involontariamente da alcuni residenti della palazzina che, nell’aprire la porta, in alcune occasioni si sono trovati davanti clienti imbarazzati che avevano sbagliato casa e campanello.
Ad aprile la stessa squadra Mobile aveva contribuito a smantellare un’associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione nel corso di un’imponente operazione che, oltre a Pescara, aveva coinvolto Roma, Firenze, Milano, Genova, Ferrara, Mantova, Cremona, Piacenza, Parma, Brescia, Lecce, Sammichele di Bari, Varese, Modena, Legnano e Gallarate. Città in cui il sodalizio gestiva decine di appartamenti. In carcere finirono due pescaresi entrambi arrestati a Milano. (cr.pe.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

