Appello al ministro «Bisogna salvare l’ospedale di Popoli»

28 Giugno 2018

Dalla Risonanza magnetica inutilizzata alla mancanza di personale: Sos dei consiglieri Combattelli e Lattanzio

POPOLI. Una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo per rappresentarle la situazione dei servizi e delle prestazioni in atto all'ospedale della Santissima Trinità di Popoli. L'iniziativa è dei due consiglieri di opposizione Vanessa Combattelli e Mario Lattanzio, portata avanti attesa la situazione di stallo e dei mancati miglioramenti dopo le mobilitazioni dei mesi scorsi ad opera di parti politiche, amministrative e del movimento dei cittadini "Avanti tutta, indietro non si torna", e soprattutto a seguito della deroga al decreto Lorenzin che si ottenne per il lavoro e l'impegno svolto dall'ex deputato del Pd Antonio Castricone.
«Un risultato questo», commentano i due consiglieri «che avrebbe garantito vita, attività e lavoro al nostro ospedale fino al 2021». In particolare sono state portate all'attenzione del ministro le problematiche più rilevanti. In primis quella della Risonanza magnetica: «L'ospedale dispone di una nuovissima risonanza» scrivono i consiglieri «che però non è mai entrata in funzione per la mancanza di personale idoneo. Nonostante ciò, la Asl di Pescara fa un avviso esplorativo per prendere in affitto a 12mila euro a settimana una risonanza identica a quella di Popoli. Non capiamo il perché di questa situazione».
La mancanza di personale qualificato in forza al nosocomio «ha i suoi riverberi negativi anche sul reparto chiave, quello della Cardiologia», prosegue la nota «che non può eseguire le prove di sforzo per l'assenza di specialisti e problemi di funzionalità delle macchine operatrici». Altro nodo quella della previsione della chiusura del reparto di Chirurgia, Ortopedia e Rianimazione per la mancanza di medici anestesisti «nonostante», fanno notare Combattelli e Lattanzio «questi reparti registrano ancora un’importante presenza di utenza». I due consiglieri chiedono alla Grillo la valutazione di questi importanti aspetti per la funzionalità della struttura sanitaria e un intervento deciso per dare una svolta ad un andamento che penalizza continuamente l'ospedale di Popoli, nosocomio al centro di un'ampio comprensorio territoriale e in grado di far fronte anche a quelle situazioni emergenziali che riguardano l'ospedale di Pescara, dislocato in maniera decentrata rispetto al territorio interno. «Un territorio che per buona parte», concludono «rientra nel cratere sismico del terremoto del 2009, e dove negli anni si sono sommate difficoltà di convivenza delle popolazioni per sovrapposizione di disagi abitativi, e soprattutto lavorativi, per la chiusura di molti opifici produttivi operanti lungo la Val Pescara».