Appello dei balneatori ai politici: «Le concessioni vanno salvate»

Oggi l’incontro tra i presidenti nazionali di Sib e Fiba con gli operatori abruzzesi e la Regione Padovano: «Serve un impegno dei parlamentari». Berardinelli: «Vanno mantenute le promesse»
PESCARA. Cosa c’entra un cuculo con le imprese balneari? I cuculi sono uccelli parassiti, che depongono le uova nei nidi di altri uccelli. E i pulcini, quindi, rubano il cibo altrui. Per Riccardo Padovano, di Sib Confcommercio, «bisogna stare attenti alla politica del cuculo perché con la direttiva Bolkestein si rischia che le imprese balneari debbano lasciare il posto alle grandi multinazionali, a discapito dei consumatori, che poi pagheranno cari i servizi». E proprio per lanciare un allarme sulla “politica del cuculo” e chiedere ai politici di fare la propria parte, Confcommercio e Confesercenti hanno convocato oggi alle 10 tutti i balneatori abruzzesi, negli spazi del PalaFiere di via Tirino, dove è in corso il Saral food.
«Chiediamo ai parlamentari di prendere un impegno», per quanto riguarda la direttiva Bolkestein che rischia di mandare all’asta le concessioni. Sembrava essersi aperta una tregua, visto che con il decreto Milleproroghe era stata prevista una proroga delle concessioni fino alla fine del 2024 (rispetto alla previsione di dicembre 2023) ma poi il Consiglio di Stato ha ribaltato tutto e ha dato lo stop alle proroghe. E quindi si lavora nell’incertezza più assoluta, in vista della stagione estiva. Ecco perché servono risposte che saranno chieste oggi a Pescara dai presidenti nazionali del Sib Confcommercio Antonio Capacchione e della Fiba Confesercenti Maurizio Rustignoli.
Nei mesi scorsi «ci hanno invitato ad aspettare, a pazientare», ricorda Padovano. E i balneatori, che erano pronti alla mobilitazione, lo hanno fatto. «Ma è ora che il Governo assegni la delega a chi deve occuparsi del mare perché, ad oggi, non c’è nessuno con cui possiamo parlare». Di fronte allo spauracchio delle aste Padovano fa notare che «per l’evidenza pubblica mancano i decreti, e vanno fatti a quattro mani con i portatori di interesse», mentre «per i canoni chiediamo una riforma legata al federalismo demaniale: ogni regione è diversa dall’altra, se ne deve parlare nella Conferenza Stato-Regioni». Resta poi l’urgenza della «mappatura dell’esistente, che è un pilastro» per capire se davvero c’è carenza di risorse e se ci sono le condizioni per procedere alle gare.
È scettico Andrea Berardinelli, di Fiba Confesercenti, oggi presente con il presidente regionale Giuseppe Susi. «Per ora siamo a zero», dice, perché non sono state trovate soluzioni definitive e probabilmente tutto è legato alla sentenza della Corte Europea attesa il 20 aprile che potrebbe essere la bussola anche del governo italiano. «Di fronte al rischio, teorico, che a fine anno i Comuni promuovano le gare, vogliamo certezze perché questo è il lavoro prevalente per le nostre famiglie e al momento ci troviamo con gli investimenti bloccati e l’incertezza di ottenere finanziamenti», conclude Berardinelli. Mentre i sindacati puntano a una legge quadro in materia, oggi «vogliamo dire alla politica che il tempo a disposizione sta scadendo, essendo state fatte delle promesse prima delle elezioni». Va trovata una exit strategy, una strategia di uscita per la categoria. E i primi a doversi impegnare sono il presidente della Regione Marco Marsilio, il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, gli assessori regionali Daniele D’Amario e Nicola Campitelli e il sindaco Carlo Masci, tutti invitati oggi.

