Appello del parroco: «Niente asilo nido al posto del parco»

Lettera al sindaco da via Bizzarri: «Il verde è per le famiglie, il Comune può costruire la scuola su un altro terreno»
PESCARA. «Realizziamo l’asilo nido sul terreno di via Celestino V e salviamo il parco di via Fornace Bizzarri». Tra i due litiganti, Comune e cittadini che hanno inoltrato un esposto al Tar, interviene il parroco delle chiese Santa Lucia e San Donato, Enrico D’Antonio, che in una lettera al sindaco Carlo Masci si schiera con i residenti e lancia un appello: il quartiere dice sì all’asilo, ma non sul parco di via Bizzarri. «Un inutile braccio di ferro, tra cittadini e amministrazione comunale, ha caratterizzato le festività natalizie 2022 e sta avvelenando gli inizi del 2023», scrive il parroco. L’amministrazione non intende fare un passo indietro sulla costruzione dell’asilo da 60 posti sul parco di via Bizzarri che invece i residenti stanno difendendo. «Da oltre 20 anni il parco è fruito dalle 600 famiglie di via Tirino, via Fornace Bizzarri e via Celestino V stipate in 16 palazzoni e quel verde è l’unico spazio attrezzato per il tempo libero», dice il parroco, «in alcune giornate di sole diventa anche aula catechistica all’aperto per i bambini della parrocchia anch’essa carente di spazi». Quindi sottrarre «questo luogo è una vera e propria ingiustizia». Sottolinea, dunque, don Enrico che «ben venga la lodevole iniziativa del Comune di dotare di un nido questa zona ricca di famiglie, giovani, ragazzi in età scolare, che tanti problemi risolverebbe. Ma è necessario conciliare le esigenze del quartiere con l’idea di sviluppo dell’amministrazione comunale». Il parroco chiede al sindaco un «doveroso sforzo»: non sarebbe una «sconfitta» ma «una pacificazione che pone fine a una controversia che non sarebbe dovuta neppure iniziare». «Il ricorso al Tar intrapreso dai più diretti interessati, oltre 50 che insistono sullo stesso comparto», dice il parroco, «potrebbe aver fine con notevoli vantaggi per la stessa amministrazione se la stessa prendesse la saggia decisione di delocalizzare l’asilo nido e salvare il piccolo parco attrezzato da venti anni a verde pubblico e goduto da tutti». E la soluzione «che tutti si auspicano è che l’asilo nido venga posizionato nell’ampio sito disponibile tra i fabbricati Fidia, chiesa evangelica e Banco Alimentare con affaccio su va Celestino V, in uno spazio luminoso e ampio dove non solo può sorgere un fabbricato per un ambiente scolastico-ludico come un asilo nido richiede, ma anche munirlo di necessari spazi come verde, aiuole, parco giochi e parcheggi per insegnanti e famiglie e senza il minimo intralcio al traffico».

