Appicca il fuoco in ospedale Denunciato un paziente

Penne, paura per il rogo nel tunnel che collega i padiglioni del San Massimo Bruciati due bancali di medicinali. Due infermieri sono rimasti intossicati
PENNE. Brusco risveglio, ieri, all'ospedale San Massimo di Penne, per un incendio doloso. Intorno alle 7 alcuni infermieri hanno avvertito la puzza di bruciato provenire dal piano terra del padiglione che ospita i reparti di Geriatria e Medicina. Su quel livello si trovano le cucine dell'ospedale, la palestra e il tunnel sotterraneo che collega i due padiglioni del San Massimo.
A fuoco sono andati alcuni bancali contenenti soluzioni per i malati sottoposti a dialisi. Oltre ai bancali sono stati danneggiati dalle fiamme anche una parte del pavimento e un cassonetto. Ad adoperarsi per spegnere l'incendio, che rischiava di propagarsi anche nel tunnel, sono intervenuti due infermieri in servizio nel nosocomio vestino, Gloria Cantagallo e Giuseppe Di Blasio, richiamati dal forte odore di bruciato e dal fumo e poi costretti a sottoporsi alle cure del caso perché intossicati dalle esalazioni. Alle 7.48 sono arrivati da Pescara i vigili del fuoco, con tre mezzi, che hanno domato completamente le fiamme. I carabinieri della compagnia di Penne, immediatamente intervenuti, hanno avviato le indagini capendo subito l'origine dolosa dell'incendio. A dare fuoco ai bancali è stato, per i carabinieri, un tossicodipendente di Penne, di cinquant’anni, ricoverato in ospedale.
È stato identificato nel giro di poco dagli uomini dell’Arma, coordinati dal capitano Alessandro Albano, che lo hanno denunciato per i reati di danneggiamento seguito da incendio e interruzione di pubblico servizio.
Sul posto, insieme ai soccorsi, sono intervenuti il funzionario della Asl Davide Grande e il sindaco di Penne Mario Semproni. «È stato un gesto deplorevole e vile commesso al solo fine di mettere in ginocchio il già martoriato ospedale San Massimo», ha detto il primo cittadino. «Un atto sconsiderato», ha proseguito, «che poteva avere conseguenze più gravi. Ovviamente», ha concluso Semproni, «il nostro impegno per la difesa dell’ospedale San Massimo non si fermerà mai, e sarà ancora più determinato».
È stato un bene che l'incendio sia stato appiccato nelle prime ore del mattino, quando nella struttura c’è già un certo via vai di operatori sanitari e visitatori. Se il gesto fosse stato commesso in un orario notturno le conseguenze sarebbero state, probabilmente, molto più gravi. In geriatria, ad esempio, la maggior parte dei ricoverati non si muove agevolmente e un eventuale spostamento sarebbe stato assai complicato. Per l'ospedale San Massimo, che dal 30 settembre diventerà ospedale di area disagiata, sicuramente quella di ieri è stata una mattinata da dimenticare.
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