Apre la mensa dei poveri e in città torna la protesta

Domani s’inaugura il servizio con l’emporio solidale Ma non cala la tensione. Mobilitazione del comitato civico
MONTEWSILVANO. Aprono l’emporio solidale e la mensa dei poveri a Santa Filomena e i cittadini sono pronti a scendere nuovamente in strada in difesa della qualità della vita nel quartiere. Alla vigilia dell’inaugurazione dei due servizi comunali a favore delle famiglie più bisognose, in programma domani mattina alle 10.30 nei locali dell’ex Artigianluce di corso Umberto, il comitato di quartiere ha deciso di promuovere parallelamente una nuova manifestazione per protestare contro l’iniziativa e soprattutto contro l’utilizzo dello stesso edificio nell’ambito del Sistema di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati (Sprar).
Sarà l’ennesima mobilitazione degli abitanti di Montesilvano contro degrado e bivacchi, l’ultima delle quali siè tenuta domenica a Villa Verrocchio, poi sfociata in scontri con i senegalesi. Per cercare una soluzione a questa emergenza sociale, il sindaco Francesco Maragno ha convocato ieri mattina una riunione a palazzo di città alla quale hanno partecipato il comandante dei carabinieri Vincenzo Falce, quello della polizia municipale, Nicolino Casale, rappresentanti della comunità senegalese e Marco Forconi, portavoce del comitato RiprendiamociMontesilvano.
«Abbiamo ricevuto ampie rassicurazioni da parte dei referengti della comunità senegalese», commenta il primo cittadino, «che hanno preso le distanze da tutti coloro che nelle ultime settimane si sono resi responsabili di atti che hanno purtroppo minato il decoro urbano di alcune aree cittadine. È evidente che vi sono casi isolati di persone non ancora integrate nel nostro contesto cittadino e che sono ben lontane da quei cittadini immigrati che vivono a Montesilvano da moltissimi anni, e rispettano le regole, prima di tutto quella del buon senso».
Intanto, non si placano le polemiche politiche dopo l’ultima manifestazione. «La situazione in città sta precipitando», commenta Daniele Licheri, di Sinistra Italia. «Ha ragione chi invoca un intervento delle forze dell'ordine perché “esiste un problema di sicurezza": ma servirebbe per fermare chi sta teorizzando e praticando da tempo un vero e proprio sgombero etnico».
Licheri contesta la partecipazione al corteo del vicesindaco Ottavio De Martinis e del presidente dell’assemblea civica Umberto Di Pasquale. «Le istituzioni non possono legittimare azioni del genere». A pensarla come Licheri è Corrado Di Sante, di Rifondazione comunista. «Facile fare demagogia sulla pelle degli ultimi», commenta. «Ormai siamo da tempo dentro una lunga campagna elettorale, con buona pace dei cittadini esasperati. La città è all’abbandono e chi dovrebbe risponderne sfila contro il degrado ammiccando a neofascisti e razzisti. Una città civile e democratica dovrebbe condannare e impedire qualsiasi rigurgito del passato volto a fare “pulizia” di persone, esseri umani. È una china pericolosa, che rischia di degenerare».
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