Apre la pista ciclabile Ma fa ancora litigare

5 Luglio 2018

Viale Muzii. Dopo il braccio di ferro dei mesi scorsi, la polemica va avanti Fratelli d’Italia: è dannosa e pericolosa. La Fiab: conteremo chi la usa e vediamo

PESCARA. Dopo tante battaglie e tante polemiche, ieri è diventata percorribile la pista ciclabile di viale Muzii realizzata tra le contestazioni dei commercianti e le insistenze di chi si muove con la bicicletta. Come fa sapere l’assessore alla Mobilità Giuliano Diodati, «manca solo la colorazione che riconnetterà il percorso ad altri itinerari cittadini. È un progetto, questo di Bici in Rete, promosso per rendere più sostenibile la città e per collegare le piste esistenti, in modo da assicurare la percorribilità su due ruote a tutta la città e raddoppiare in pochi anni le piste ciclabili presenti sul territorio». Una visione che, almeno per le piste di viale Muzii e di via Regina Margherita, continua a non convincere i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Guerino Testa, Alfredo Cremonese e Massimo Pastore: «Non è possibile non rimanere attoniti di fronte alla realizzazione di un’opera folle, pericolosa e sopratutto realizzata contro i commercianti. Stiamo parlando della pista ciclabile di viale Muzii e di via Regina Margherita: la politica non può rovinare le sorti delle attività dei pescaresi, togliendo parcheggi e anche i posti per il carico e lo scarico merci, per propaganda elettorale nei confronti di coloro che vanno in bicicletta e che crediamo non si sentano poi così tutelati in queste gimkane di marciapiedi, cordoli, passi carrai e cancelli. Una pista finita in ritardo che ha creato e creerà, speriamo di sbagliarci, il crollo del fatturato alle attività commerciali lì localizzate».
«Dove ci sono le piste ciclabili il commercio va meglio», replica Laura Di Russo, del direttivo Fiab (federazione italiana amici della bicicletta) che già nel 2014 chiese alla giunta Alessandrini la realizzazione di una pista ciclabile in viale Muzii, a continuazione della strada parco. «È un tratto usato da tantissime persone, nei nostri conteggi periodici siamo arrivati a contarne mille, e sono soprattutto ragazzini che senza la pista percorrevano quel tratto contromano a loro rischio e pericolo. Che cos’è più importante?», chiede Di Russo. «Poi ci lamentiamo se i ciclisti vanno sui marciapiedi. Il mondo è cambiato. Come si fa a dire che una pista ciclabile è dannosa? Le contestazioni alla pista di via Muzii sono paradossali, ma tanto lo dimostreremo con i numeri: torneremo a contare quelli che la usano. E vedremo. La verità è che ha vinto il buonsenso: le due piste ciclabili andavano ricongiunte. E poi sono sicura che il commercio lì migliorerà, prima era impossibile fermarsi». (s.d.l.)