Archeoclub: «Il mosaico resti alla golena»

10 Novembre 2021

Senza collocazione a 20 anni dalla scoperta. L’assessore: per il distacco serve l’ok della Soprintendenza

PESCARA. C’è chi lo vuole sotto terra, ma almeno protetto e in sicurezza. E chi lo vorrebbe esposto in una sala museale per essere ammirato dai visitatori.
A venti anni dalla scoperta, non trova ancora pace il mosaico risalente al terzo secolo dopo Cristo, rinvenuto nel 2001 nelle viscere della golena sud (sotto il ponte D’Annunzio) durante gli scavi per la costruzione di un oleodotto.
Sulla questione torna all’attacco l’Archeoclub, presieduto da Giulio De Collibus, nei giorni dedicati agli eventi per i 50 anni dell’associazione. De Collibus chiede a Comune e Soprintendenza regionale di trovare una localizzazione per il mosaico riemerso dal fango golenale in tutta la sua interezza e bellezza.
«Attendiamo una sistemazione per il mosaico romano» scrive De Collibus che ribadisce «la proposta di non spostare il mosaico, pur sapendo che per renderlo visibile c’è bisogno di un progetto importante e oneroso. Se al momento non ci sono fondi, può essere ricoperto e messo in sicurezza, nel frattempo può essere documentato con pannelli fotografici e ne può essere esposta una copia, realizzata ad arte. Ci risulta che non sia stata presa alcuna decisione al momento».
Dal Comune, l’assessore ai Beni culturali, Mariarita Paoni Saccone, replica che: «In attesa di autorizzazione al distacco del mosaico stesso, da parte della Soprintendenza, Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, si è ritenuto opportuno ricoprire il ritrovamento, al fine di preservarlo, viste le attuali condizioni atmosferiche, che hanno determinato un innalzamento della falda, a causa della quale, il mosaico è ricoperto da circa un metro d'acqua. Le operazioni lasciate in sospeso riprenderanno appena sarà possibile e quando le condizioni climatiche lo permetteranno».
Intanto oggi alle 18, nella sala Favetta del museo delle Genti d’Abruzzo in via delle Caserme, si svolgerà il convegno “Trent’anni di collaborazione tra Soprintendenza regionale e Archeoclub nella provincia di Pescara” con Andrea Staffa, funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara e De Collibus. L’evento rientra nell’ambito del ciclo di incontri per celebrare i 50 anni di attività di Archeoclub che con la Soprintendenza, nel corso degli anni, ha stabilito una «intesa che ha portato alla scoperta e alla tutela di importanti momenti di storia cittadina e regionale. «In primo piano», sottolinea De Collibus, «il mosaico romano e i ritrovamenti al Rampigna».
Dopo la riscoperta della Valle Giumentina e la ceramica rinascimentale di Castelli, l’ultimo appuntamento del ciclo di incontri è dedicato alla collaborazione fra Archeoclub e la Soprintendenza regionale.