Architetti, Ordine rinnovato nel segno della trasparenza

Ha votato la metà dei 1.400 iscritti. Si è affermata la lista #siamotuttipresidenti «Puntiamo sul concetto di appartenenza a un gruppo e sulla difesa della professione»
PESCARA. «Riportare l'Ordine di Pescara ad essere la casa degli architetti, luogo di riaffermazione d’identità e di dialogo». Questo uno degli obiettivi del raggruppamento #siamotuttipresidenti che si è affermato, con un «consenso pieno», alle elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Ordine degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori della provincia di Pescara, superando gli avversari. Dei 1470 iscritti hanno partecipato al voto 701 professionisti, facendo registrare «una massiccia partecipazione, sinonimo di appartenenza alla categoria e anche di un desiderio di forte cambiamento».
Il programma dei prossimi quattro anni viene illustrato dai componenti del Consiglio appena eletti, che sono: Stefania Chiarito, Andrea Cirelli, Dario Di Pretoro, Roberto Di Ramio, Angelo D’Alonzo, Vanja Fratini, Donato Lobefaro, Pierguido Lo Priore, Silvia Mazzotta, Orlando Alessandro Zimei e Giorgio Pozzi.
«Ricostruire status e riconoscibilità professionale in un mercato del lavoro fortemente penalizzato e inflazionato sembra oggi una chimera, ma questo non ci esonera dal fatto di doverci adoperare perché la nostra voce, la nostra professionalità vigilino sul destino dei territori. E quanto più corale sarà questa voce tanto più forte sarà il suo riverbero», dicono gli eletti in un documento unitario, in vista della riunione del Consiglio che dovrà indicare il presidente.
Sono quattro i macro-obiettivi su cui lavorare, uniti dal principio di voler «costruire ponti in trasparenza». Trasparenza da perseguire sia nella gestione, ad esempio con la «pubblicazione dei verbali», sia all’interno delle amministrazioni, «per ottenere la rotazione degli incarichi negli enti e nella pubblica amministrazione, sostenendo l’uso dei concorsi come momento insostituibile».
Guardando all’Ordine come «la casa degli architetti» si punta ad un «maggiore coinvolgimento sia professionale che istituzionale delle aree geografiche omogenee della provincia» e a «lavorare sulla questione dell’appartenenza ad un gruppo anche attraverso l’istituzione di un’assemblea semestrale e la promozione di incontri». Guardando al territorio gli eletti vogliono «rinsaldare i rapporti con gli altri Ordini della categoria a livello regionale e adottare quali interlocutori privilegiati le istituzioni, per rafforzare i canali esistenti sia a livello regionale che nazionale in modo da costruire massa critica con proposte e convergenze su linee d’azione». Da «riqualificare il rapporto con la struttura della Fondazione architetti Chieti/Pescara anche per la ricerca della migliore e più vantaggiosa offerta formativa per gli iscritti». Un rapporto da «ricostruire» è quello con la Federazione Ordine Architetti Abruzzo e Molise, «nell’ottica della affermazione del ruolo strategico che l’Ordine deve avere nella Federazione».
Tante le idee su cui impegnarsi per la difesa della professione. Si dovrà costruire, per gli eletti, «un protocollo d'intesa per subordinare il rilascio del titolo abilitativo, ovvero della singola prestazione professionale svolta, al saldo della notula professionale». Si possono, poi, «aprire tavoli tecnici permanenti all’interno delle amministrazioni», oltre che proporre «la sottoscrizione di un protocollo a Regione, enti e amministrazioni per l’applicazione dei minimi tariffari». Si è pensato anche a «campagne informative sul ruolo sociale dell'architetto» e ad una «vigilanza sia sugli incarichi e sulle condizioni di vantaggio di posizione sia sui bandi e concorsi per l’affidamento di servizi d’ingegneria». La «regolarità», dicono dovrebbe essere «non un requisito per l’accesso a bandi e concorsi ma l’adempimento a cui ottemperare prima della sottoscrizione dell’affidamento d’incarico».
C’è anche un elenco di servizi agli iscritti che il Consiglio si propone di realizzare. I progetti da concretizzare sono quelli di «un modello di sviluppo per l’internazionalizzazione sia dell'Ordine sia del modello lavorativo», con «l’istituzione di un osservatorio dei progetti finanziati da fondi nazionali ed europei». Altri step saranno «la promozione e il sostegno per quelle attività che riguardano la preparazione professionale alla progettazione BIM, l’apertura di uno sportello per la consulenza fiscale e legale a disposizione degli iscritti, in particolare i giovani, il potenziamento di servizi già attivati (tra cui Pec, Cns), l’attivazione di uno Sportello giovani con servizi di tutoring, informazione e divulgazione».
#siamotuttipresidenti vuole impegnarsi anche per un «maggior sostegno alla maternità/paternità», per la «promozione e lo sviluppo di modelli aggregativi fra gli iscritti», per la «trasformazione delle commissioni in gruppi di supporto alla professione con l’obiettivo di trasmettere conoscenza soprattutto ai più giovani». E, sul fronte della cassa, saranno messe in cantiere «azioni e procedure per la riduzione della spesa corrente, per abbassare la quota d’iscrizione».
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