Archivio storico, l’ufficio è chiuso da otto mesi

PENNE. L'archivio storico del Comune di Penne, nell’edificio del Foro Boario, è chiuso da otto mesi. A dire il vero, le difficoltà hanno radici ben più lontane. Durante la passata amministrazione,...
PENNE. L'archivio storico del Comune di Penne, nell’edificio del Foro Boario, è chiuso da otto mesi. A dire il vero, le difficoltà hanno radici ben più lontane. Durante la passata amministrazione, infatti, per lungo tempo, l’archivio è stato chiuso: rimasto aperto fino ai primi mesi del 2014, poi chiuso e riaperto dal 10 maggio al 21 luglio 2016.
L'archivio storico pennese, tra i più importanti nel suo genere nel centro sud Italia, ha una ricchezza di documentazione che dal Medioevo giunge sino ai nostri giorni. Dal 2002, le fonti dell’archivio sono state inventariate per essere consultate sia in forma cartacea che su supporto informatico. Solo con la sua riapertura, si garantisce ai cittadini il diritto di accesso agli atti come stabilisce la legge numero 241 del 7 agosto 1990. Inoltre, il servizio di gestione degli archivi deve essere garantito da personale in possesso dei requisiti professionali previsti dalla normativa. In passato, in diversi momenti, a occuparsene sono state Norma D'Ercole e Annalisa Massimi.
L'ex sindaco, Rocco D'Alfonso, ha tuonato contro l'attuale amministrazione per non aver ancora risolto il problema dell'archivio storico dal momento del suo insediamento. «Da quando si è insediata la nuova amministrazione comunale, l’archivio storico della nostra città è chiuso e non svolge più alcun servizio, il che crea un grave disagio sia agli studiosi che vorrebbero consultare la ricca documentazione in esso conservata, sia ai tecnici interessati alle pratiche che vi sono custodite. L'amministrazione da me guidata» ha proseguioto D’Alfonso, «aveva riaperto al pubblico l’archivio per due giorni la settimana; oggi questo importante servizio è tristemente chiuso e giace in uno stato di sostanziale abbandono. Invito l'amministrazione comunale a riaprire quanto prima l'archivio storico, ponendo fine al grave disservizio che si è verificato in questi mesi e che ha danneggiato sia gli studiosi che i tecnici». (f.bel.)
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