Arcuri: entro un mese fondi a 70 progetti

PESCARA. Domenico Arcuri è amministratore delegato di Invitalia dal 2007, dopo una carriera in Iri, Arthur Andersen e Deloitte consulting. Dottor Arcuri, come vede dal suo osservatorio la...
PESCARA. Domenico Arcuri è amministratore delegato di Invitalia dal 2007, dopo una carriera in Iri, Arthur Andersen e Deloitte consulting.
Dottor Arcuri, come vede dal suo osservatorio la propensione agli investimenti delle nostre imprese?
«Il paese esce da una crisi che è la più lunga e la più profonda per dimensioni degli ultimi 80 anni. Dal 2016 l'Italia ha concluso la sua fase recessiva. Ma già dal 2015 c’è stata un’inversione di tendenza, che è proseguita e si è rafforzata nel 2016. Questa inversione di tendenza ha due macrocaratteristiche: non è sufficientemente robusta, ma paradossalmente è più forte al sud che al nord».
Per quali motivi?
«Il principale è la propensione del governo a occuparsi seriamente e sistematicamente della questione meridionale».
Il 4 aprile si apriranno le domande per gli investimenti nelle aree di crisi industriale non complessa. L’opportunità riguarda anche l’Abruzzo. Che aspettative avete?
«Abbiamo aspettative molto positive. È una legge che finalmente ritorna nel nostro portafoglio con un’offerta modernizzata. Si occupa con cura di investimenti che hanno due caratteristiche: sono di medie dimensioni e hanno importanti impatti occupazionali».
Che cosa intende per medie dimensioni?
«L’investimento minimo ammesso è di un milione e mezzo».
Invitalia è molto attiva nel cratere dell’Aquila. Però le si imputa di essere lenta nella valutazione delle domande. Nove mesi per valutare e dare una risposta per un progetto non sono troppi?
«Quando si gestiscono i soldi dei contribuenti, l’accuratezza e la trasparenza sono valori imprescindibili. L’efficacia degli incentivi non si misura con il tempo che serve a erogarli, ma anzitutto con la durata della vita delle imprese che vengono, grazie a loro, create. L’Italia del passato era piena di incentivi erogati in tempi rapidissimi, ma spesso le imprese nascevano per ottenere gli incentivi e morivano subito dopo. Portando con sè i soldi dei cittadini».
E dunque quale è stato l’approccio con L’Aquila?
«Nel caso del cratere aquilano abbiamo esaminato con scrupolosa attenzione tutti i 322 progetti pervenuti dall’apertura dello sportello a giugno, fino alla sua chiusura a dicembre. In questo periodo, gli imprenditori che avevano presentato progetti non completi ma potenzialmente validi, hanno avuto la possibilità di correggerli e ripresentarli. Non mi sembra questa la burocrazia che uccide le imprese. Ma anzi incoraggia solo gli investimenti più produttivi. Poi che qualcuno si lamenti, di questi tempi, fa parte del gioco. Noi lavoriamo perché non abbia a lamentarsi tra un po’».
Può dirci allora quanti mesi ancora dovranno aspettare i neoimprenditori abruzzesi prima di poter ottenere i finanziamenti?
«Entro i prossimi trenta giorni saranno finanziati oltre settanta progetti di investimento che assorbiranno interamente i 9 milioni di euro messi a disposizione per le aree del cratere. Complessivamente, con questi investimenti, saranno creati oltre trecento nuovi posti di lavoro. E si tratta di progetti che avranno un forte impatto sul territorio in termini di valorizzazione del patrimonio turistico, storico e culturale, oltre allo sviluppo di produzioni riconducibili alle tradizioni abruzzesi. Al 10 marzo scorso hanno ricevuto la comunicazione di ammissione alle agevolazioni le prime 55 aziende. Si va dalla produzione di integratori alimentari per uso sportivo con pappa reale e miele del Gran Sasso a un parco divertimento per destagionalizzare il turismo invernale. A dire il vero, stiamo procedendo con un passo molto spedito…».
Quindi non è corretto dire che siete troppo “burocratici” nell’esame delle domande?
«Invitalia rispetta le norme. E questo è una garanzia per tutti. Negli ultimi anni l’Agenzia ha messo in campo un sistema di controlli che ha di fatto scoraggiato i falsi imprenditori o i consulenti di professione. Tutto questo comporta la rigorosa applicazione delle leggi e dei regolamenti in tutte le fasi dell’istruttoria. Anche con richieste che possono risultare, ovviamente, fastidiose, ma che sono necessarie e ineludibili».
Nove milioni sono però pochi per un’area che ha subito danni così importanti.
«È già stata pubblicata in Gazzetta la delibera Cipe che assegna un’ulteriore dotazione di dieci milioni per rifinanziare l’incentivo per il cratere aquilano. Ma, vorrei ricordare che Invitalia gestisce anche altre misure che favoriscono la crescita imprenditoriale dell’area. E mi riferisco, in particolare, a Smart&Start, l’incentivo che finanzia le imprese innovative, che aveva previsto una specifica dotazione aggiuntiva per il cratere».
Nel gruppo Invitalia c’è anche un fondo di venture capital. Avete attività in Abruzzo?
«Il fondo agisce in tutta Italia. Abbiamo aperto moltissimi dossier e abbiamo acquistato partecipazioni in 12 start up. Nessuna è in Abruzzo, ma speriamo di poter fare presto investimenti anche nella vostra regione». (a.d.f.)

