«Area di risulta, danneggiato il commercio»

Denuncia del M5S: il cantiere per la bonifica taglia i parcheggi, serve una soluzione per gli abbonamenti
PESCARA. «Una situazione ormai insostenibile per centinaia di attività commerciali, rese di fatto inaccessibili a clienti e turisti». Il M5S si schiera contro «il cantiere taglia parcheggi» dell’area di risulta e denuncia «una gestione sconsiderata e fallimentare dei lavori di bonifica del terreno, propedeutici alla riqualificazione dell’intera». La riqualificazione dell’area di risulta resta al centro dello scontro politico.
«Interventi», spiega il consigliere comunale Paolo Sola, «che potevano e dovevano essere organizzati per tempo e gestiti in maniera graduale, in modo da procedere di volta in volta con delle chiusure parziali senza dover, invece, dimezzare in un colpo solo tutti i parcheggi disponibili come si è scelto di fare adesso. Questo ha compromesso di fatto uno dei periodi più delicati per i commercianti, quello dei saldi estivi e», prosegue Sola, «considerando che la bonifica non potrà concludersi prima di dicembre, rischia di danneggiare irrimediabilmente anche il commercio natalizio».
Disagi non solo per le attività del centro commerciale naturale, ma anche per i pendolari e i residenti del centro: «Molti dei quali», dice Sola, «si trovano ad aver pagato un abbonamento senza poter usufruire dei relativi spazi»: il M5S chiede «soluzioni ad hoc che consentano ai cittadini di avere un rimborso sugli abbonamenti già pagati o di poterli riutilizzare in altre zone della città».
«Una vera e propria prepotenza a danno di centinaia di cittadini», aggiunge la consigliera regionale M5S Erika Alessandrini, «che poteva essere evitata predisponendo per tempo delle soluzioni alternative, come organizzare delle aree di parcheggio sostitutive per tutta la durata dei cantieri, ad esempio nella zona di proprietà di Rfi dell’ex mercatino etnico, o la stessa area dell’ex Cofa servita da appositi bus navetta che avrebbero potuto dare respiro a questa situazione. Invece come al solito si è arrivati a ridosso delle scadenze previste da bandi e finanziamenti, procedendo con delle scelte sconsiderate dettate dall’incapacità di una programmazione puntuale delle opere pubbliche».

