Area di risulta e Mediamuseum: oggi la resa dei conti in consiglio

Masci va avanti tra le proteste del Pd: sì alla sede della Regione in centro, in vendita l’ala del museo Tra i temi in discussione anche una consulenza da 160mila euro per accelerare gli appalti del Pnrr
PESCARA. La sede della Regione Abruzzo sull’area di risulta; la vendita di una parte del Mediamuseum per incassare quasi 3 milioni; una consulenza da 160mila euro per accelerare i progetti del Pnrr; espropri da oltre 14mila metri quadrati per allargare la Pineta dannunziana ferita dal rogo del 1° agosto dell’anno scorso. Il futuro di Pescara arriva in consiglio comunale, oggi dalle ore 10: una seduta da resa dei conti tra l’amministrazione Masci di centrodestra e l’opposizione con Pd e M5S. Al voto «gli obiettivi strategici» del sindaco Carlo Masci fino al 2024 contenuti nel Dup (Documento unico di programmazione).
REGIONE IN CENTRO Il primo è realizzare, nel centro della città, il palazzo della Regione circondato da un parco: una grande opera da 70 milioni che, per adesso, è finanziata con quasi 16 milioni di euro. In ballo c’è la bonifica dell’area tra la stazione di Pescara centrale e corso Umberto (2,8 milioni), il parco centrale di 6 ettari e mezzo (3,3 milioni), un parcheggio multipiano per le auto (8,1 milioni), parcheggi a raso, strade e un nuovo terminal bus (1,9 milioni) e un edificio alto 25 metri con gli uffici della Regione. Contro il progetto sono schierati il centrosinistra, l’Ordine degli architetti e le associazioni ambientaliste. Carlo Costantini di Azione ha lanciato la proposta di un referendum consultivo per dare la parola ai residenti. Masci ha risposto che andrà avanti e il consigliere Roberto Renzetti, capogruppo di Forza Italia, conferma la linea del partito: «Ricorrere a un referendum, fra l’altro solo consultivo, per decidere se localizzare o meno sulle aree di risulta la futura nuova sede della Regione mi sembra un abuso di ridondanza, utile solo alla visibilità mediatica di chi lo propone».
MUSEO DEI FILM Altra fonte di polemica è la vendita di una parte «attualmente non utilizzata» dell’ex tribunale in piazza Alessandrini, lo stesso stabile che ospita il Mediamuseum. Secondo l’amministrazione Masci, se la vendita andasse in porto si potrebbero incassare 2.834.000 euro. Ma la vendita è già un caso: contesta l’inserimento della «porzione di immobile» nel piano delle alienazioni Carla Tiboni, a capo della fondazione Tiboni che gestisce il museo dei film e che ogni anno organizza i Premi Flaiano con una parata di stelle in città. Secondo Masci, invece, «quella parte di immobile non è utilizzata e anzi è abbandonata e nel degrado. Se c’è una possibilità di risanarla va perseguita».
CONSULENZA Si discute anche una modifica al piano delle consulenze esterne: il Comune cerca un esperto «in processi decisionali strategici del Pnrr» che dovrà collaborare con l’ente per uno stipendio di 160mila euro in 48 mesi. Se la minoranza annuncia battaglia, anche in maggioranza c’è agitazione. «Una scelta totalmente inopportuna. Una collaborazione autonoma, da 160mila euro per 48 mesi, con fondi propri del Comune, da rinnovare anche per le annualità successive con altri stanziamenti. Tutto ciò», dicono i consiglieri comunali di centrosinistra Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti, Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli, in un’amministrazione che conta al suo interno già diversi incarichi a contratto per dirigenti, funzionari ed esperti chiamati appositamente in Comune perché di fiducia del sindaco e della sua giunta». La critica mossa dall’opposizione è che «la spesa per questa super-consulenza sarebbe interamente a carico dei cittadini pescaresi e dunque sottratta alle altre necessità della città, mentre il Pnrr non prevede l’esigenza di figure di questo tipo, tantomeno pagate così profumatamente».

