Area di risulta, negozianti divisi sul nuovo progetto

2 Dicembre 2018

La giunta accoglie le richieste di modifica di Confesercenti, Cna e Confartigianato Ma Confcommercio boccia anche la seconda versione del piano: «È da cambiare»

PESCARA. L’amministrazione comunale modificherà il progetto per le aree di risulta. Lo farà sulla base delle richieste avanzate da Confesercenti, Cna, Confartigianato e Upa-Claai. Ma altre associazioni di categoria restano fortemente contrarie, come la Confcommercio che ieri ha bocciato anche la futura versione del piano da elaborare con le correzioni accolte. Insomma, il fronte dei commercianti si divide e anche tra i consiglieri comunali di maggioranza continuano ad esserci opinioni diverse. Il progetto, comunque, tornerà in consiglio entro la fine del mese.
LE MODIFICHE ACCOLTE. Intanto, ieri il sindaco Marco Alessandrini e il vice sindaco Antonio Blasioli hanno indetto una conferenza stampa, insieme ai presidenti della Confesercenti Raffaele Fava e della Confartigianato Barbara Lunelli (mentre i direttori di Cna e Confesercenti Carmine Salce e Gianni Taucci, momentaneamente fuori Pescara, si sono collegati in diretta video su Facebook), per annunciare di aver trovato un accordo con alcune associazioni e per illustrare le modifiche da apportare al progetto.
Modifiche che verranno inserite in un ordine del giorno e poi traslate nel documento durante la fase delle osservazioni. Presenti alla conferenza anche Emilio Longhi e Piero Giampietro, del Pd e Carlo Gaspari, di Mdp-Articolo 1. «Penso che si sia compiuto un percorso molto importante che apre scenari importanti», ha detto Alessandrini.
Le modifiche sono quelle già anticipate sul Centro di ieri. «Reperiremo 4,5 milioni destinati al completamento del Museo del mare», ha spiegato Blasioli, «per realizzare un attrattore culturale nelle aree di risulta. Personalmente, trovo valida l’idea dell’auditorium di 2mila posti modulabile per piccoli o grandi eventi con la possibilità che si apra in estate per diventare un palco tecnologico per concerti. Ma se ci sono idee di società specializzate vengano fuori e siano sottoposte ad una veloce consultazione cittadina». Ad esempio un sondaggio, o un referendum informale. Verrà corretto anche il piano tariffario dei futuri parcheggi. Tariffe che entreranno in vigore tra tre anni e mezzo dopo la riqualificazione dell’area.
«Ci hanno chiesto una riduzione dei costi dei parcheggi e li accontenteremo», ha fatto presente Blasioli, «la tariffa oraria sarà al massimo di 1,5 euro prima ora e poi a decrescere. Ci saranno 1.524 stalli riservati ai residenti. Questi parcheggeranno gratis dopo le 20. Inoltre, ci saranno abbonamenti modulabili per chi lavora nel terziario e nel food». Le altre modifiche riguarderanno i parcheggi multipiano, che saranno realizzati con progetti qualitativi; il parco centrale, che conterrà aree verdi tematiche e un orto botanico. «Per gli spazi commerciali nei silos e nelle palazzine, il nostro piano del commercio ci indica le attività da fare in centro, in cui sarà vietata la media distribuzione», ha sottolineato Blasioli.
IL NO DI CONFCOMMERCIO. All’associazione dei commercianti, guidata da Franco Danelli, non piace nemmeno la nuova versione del progetto. «L’economia si è fermata», ha avvertito Danelli, «per farla ripartire sono indispensabili nuove strutture». Per questo, il presidente nei giorni scorsi aveva rilanciato il suo progetto alternativo per l’area di risulta completamente diverso da quello del Comune. Si prevede una nuova stazione dei bus coperta con 60 stalli; posti auto gratis per i disabili; noleggio di bici e auto elettriche; strade, piazze e parco attrattivo con strutture culturali; 5mila posti auto su cinque piani sopra la stazione dei bus. «Tutti i parcheggi», ha concluso Danelli, «dovranno restare di proprietà del Comune, con tariffe invariate».
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