Area di risulta, passa il progetto I lavori partiranno entro il 2021

Il consiglio dà il via libera al piano della passata amministrazione con alcune modifiche tecniche Sì alla strada per gli autobus e a 500 posti auto in più. Scoppia la lite in aula tra il centrodestra e M5S
PESCARA. La riqualificazione dell’area di risulta, attesa da circa trent’anni dai pescaresi, diventerà realtà. Ieri pomeriggio, il consiglio comunale ha ratificato il progetto di fattibilità con relativa variante urbanistica lasciato in eredità dalla precedente amministrazione, ma con alcune modifiche proposte dal centrodestra e approvate dall’aula con una mozione. La delibera è stata approvata con 24 sì della maggioranza e del Pd, 4 no di M5S e 2 astenuti (i consiglieri Marinella Sclocco e Mirko Frattarelli). La mozione, invece, è passato con 20 sì del centrodestra e 10 no dell’opposizione. Bocciate, invece, le mozioni M5S e della lista Sclocco (si veda l’articolo in basso). «Un voto storico», lo ha definito il sindaco Carlo Masci, perché il passaggio fatto ieri nell’aula consentirà di far partire il primo step di lavori entro l’anno prossimo, previa gara d’appalto. Tuttavia, non sono mancate le polemiche. Durante l’esame degli emendamenti, si è assistito ad un durissimo scontro che ha visto protagonisti il Movimento 5 Stelle, con la capogruppo Erika Alessandrini e il presidente del consiglio comunale, nonché esponente della Lega, Marcello Antonelli.
IL PROGETTO. Il documento approvato ieri è esattamente quello lasciato in eredità dalla passata giunta Alessandrini. Un percorso obbligato perché, in caso di modifiche sostanziali, l’amministrazione attuale avrebbe dovuto far ripartire da zero l’iter, con il rischio concreto di perdere i finanziamenti della Regione. Finanziamenti che sono addirittura aumentati. Ai 12 milioni iniziali, contenuti nel Masterplan, si aggiungeranno altri 3,9 milioni stornati dal capitolo completamento del Museo del mare e 4,1 milioni che il presidente della Regione Marsilio ha promesso a Masci di trovare in bilancio. Totale 20 milioni, più altri 2 promessi dalla fondazione PescarAbruzzo per realizzare il parco.
Il progetto approvato prevede la realizzazione di un parco centrale; parcheggi a silos, in superficie o interrati; due edifici con appartamenti, negozi e uffici a nord e a sud dell’area; un terminal bus in parte interrato.
LE MODIFICHE. Al progetto verranno apportate delle modifiche dalla giunta sulla base di una mozione, presentata dal centrodestra e approvata ieri dalla maggioranza. La mozione impegna il sindaco a stralciare dall’area interessata la superficie attualmente destinata a parcheggio di via Michelangelo/via Pellico, dove è prevista la realizzazione di un edificio con destinazione commerciale e residenziale.
Dal progetto dovrà essere stralciata anche una fascia di terreno di 10 metri di larghezza, a ridosso delle abitazioni lato mare nell’area di risulta, per realizzare il cosiddetto corridoio verde, ossia una strada preferenziale per il passaggio degli autobus ecologici, precedentemente prevista, dalla passata giunta, su corso Vittorio. Anche l’area del parco centrale dovrà essere stralciata dal progetto perché sarà oggetto di un concorso di idee e, probabilmente, sarà realizzata con i soldi della fondazione PescarAbruzzo. Le altre modifiche contenute nella mozione riguardano i parcheggi: dovranno essere realizzati 500 stalli in più tra parcheggi a rotazione e box per i residenti per un totale di 2.500. Inoltre, dovranno essere rimodulate le tariffe della sosta. Infine, dovrà essere valutata la possibilità di realizzare la riqualificazione esclusivamente con risorse pubbliche, evitando l’intervento dei privati, mediante finanziamenti garantiti dalla Banca europea degli investimenti e dalla Cassa depositi e prestiti.
LA LITE IN AULA. «Irricevibili»: questo il giudizio scritto dai tecnici comunali, sulle 3.500 osservazioni presentate dai cittadini e su gran parte dei 1.600 emendamenti firmati dai 5 Stelle. Giudizio che ha consentito alla maggioranza di non far votare o di far decadere le richieste di modifica. Ciò ha scatenato la dura reazione del Movimento 5 Stelle e in aula si è assistito ad una lite che ha visto protagonisti il presidente Antonelli e la capogruppo Alessandrini. «Avete preso in giro i cittadini», ha accusato Alessandrini, «è gravissimo quello che è accaduto, perché non date la possibilità ai pescaresi di esprimersi sul progetto sostenendo che la procedura è stata sbagliata». La replica di Antonelli: «Le osservazioni e gli emendamenti che vanno a modificare il progetto sono irricevibili. Sono le osservazioni ad essere sbagliate, non la procedura».
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