Area di risulta, pineta e strade: «A Pescara è l’anno delle grandi opere»

Addio anche al cementificio di via Raiale, il consigliere Pastore indica la linea dei prossimi 12 mesi: «Non avremo più piccoli cantieri diffusi. Ci sarà la progettazione della piazza all’ex Ferro di cavallo»
PESCARA. Dopo un 2025 segnato dal traffico in tilt e da una costellazione di cantieri sparsi per la città, il 2026 dovrebbe segnare un cambio di passo per Pescara. O almeno questo è l’auspicio di Massimo Pastore, consigliere comunale di Fratelli d’Italia e delegato ai Lavori pubblici, a cui il sindaco Carlo Masci ha affidato una delle deleghe più delicate dell’amministrazione. Se Masci ama definire ogni inaugurazione una «giornata storica», il 2026 viene presentato come l’anno in cui si gettano le fondamenta di opere destinate a cambiare il volto della città. «Penso all’area di risulta o all’accorpamento della pineta», spiega Pastore, che guarda con fiducia anche a una svolta attesa da anni per il porto di Pescara ma anche per il mercato ittico che continua a collezionare ancora qualche criticità. Il nuovo anno porterà inoltre alla scomparsa di uno degli ecomostri più discussi: il cementificio di via Raiale.
LE GRANDI OPERE «Non sarà l’anno dei cantieri diffusi, ma delle grandi opere», dice Pastore. Tra queste spicca il primo lotto dell’area di risulta, partito a fine 2025 e pronto nei prossimi mesi a mostrare i primi edifici prefabbricati. In fase di ultimazione anche il cantiere per l’accorpamento della pineta. Dopo la demolizione dello svincolo Trombetta a San Silvestro Spiaggia, nel 2026 partirà la rinascita del polmone verde devastato dall’incendio del 2021. «Contiamo di avviare anche il Parco Nord», aggiunge Pastore, riferendosi all’area verde di 43 mila metri quadrati al confine con Montesilvano, pensata per sport e relax: fitness, yoga, arrampicata, skate park e giardino sensoriale. Il 2026 sarà inoltre l’anno della progettazione della nuova piazza che sorgerà al posto del Ferro di Cavallo, destinata a portare il nome dell’ex assessore all’Urbanistica Lucio Candeloro. «Dalla Regione attendiamo quasi un milione di euro per la progettazione». Quest’anno sarà anche quello in cui scompariranno le torri del cementificio: una maxi macchina arrivata dalla Germania e realizzata appositamente per il cantiere di Pescara sta già operando per sgretolare le ciminiere.
I NUOVI CANTIERI Accanto alle grandi opere, spazio agli interventi ordinari: strade più sicure, manutenzioni programmate e attenzione anche alle periferie. «Uno dei primi cantieri del 2026 sarà la prosecuzione della riqualificazione dell’ultimo tratto della Riviera», annuncia Pastore. «Dal lido La Paillote verso sud continueremo la sistemazione della strada e dei marciapiedi». Stesso intervento partirà in via Regina Elena (lato mare) per il rifacimento di marciapiede e asfalto. In agenda anche i lavori in via Michelangelo Forte e la realizzazione della rotatoria tra via Pian delle Mele e il Circuito. Prosegue inoltre la messa in sicurezza dei ponti cittadini, a partire dal ponte Capacchietti: «Sul lato fiume sono previsti interventi di sicurezza stradale e il rifacimento dell’asfalto», spiega Pastore.
I CANTIERI in chiusura Il 2026 dovrebbe essere anche l’anno delle conclusioni. Alcuni dei cantieri più discussi del 2025 sono attesi al traguardo. «Mi auguro che possiamo trovare una soluzione per il mercato ittico e i lavori in via Andrea Doria», dice Pastore, ricordando che già la scorsa estate una parte del nuovo lungomare sud è stata restituita alla città con nuovi parcheggi e palme. Attesa anche la fine del cantiere Aca: «Negli ultimi mesi abbiamo più volte sollecitato l’azienda sul rispetto del cronoprogramma».
LE RISORSE Le risorse, assicura il Comune, non mancano: ci sono 3 milioni di euro per la manutenzione straordinaria delle strade e 500 mila euro per la segnaletica orizzontale e verticale. «L’augurio è uno solo», conclude Pastore, «rispettare tempi e cronoprogrammi, mettersi nei panni dei cittadini e ridurre al minimo i disagi durante i lavori».

