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4 gennaio

4 Gennaio 2026

Oggi, ma nel 1968, ad Acapulco, in Messico, alle 16, Sofia Bassi de Celorio, di 56 anni, pittrice originaria di Veracruz, assassinava, nella propria villa, il cognato, conte Cesare d’Aquarone, di 42, imprenditore veronese, con cinque colpi di pistola Walther PPK calibro 7,65, presumibilmente su mandato della figlia di primo letto Claire “Clairette” Diericx, di 27, conturbante moglie della vittima. Testimone del delitto era Juan Franco jr Bassi, di 13 anni, figlio di Sofia e dell’industriale Gianfranco Bassi. L’omicida -che il 2 aprile 1969, sempre nella cittadina dei tuffatori de La Quebrada, in primo grado, verrà condannata a 11 anni di reclusione- sosteneva fin dall’inizio la tesi della disgrazia. In sintesi, stando al suo racconto al cospetto degli esponenti delle forze dell’ordine e della magistratura, stava portando l’arma al malcapitato per una dimostrazione prima della battuta di caccia. Tornerà in libertà il 7 giugno 1972, su decisione del governatore dello Stato di Guerrero Israel Nogueda Otero, in considerazione della buona condotta. Soprattutto grazie all’entrata in vigore della nuova legge penale locale con valore retroattivo. Due proiettili centravano uno il collo e l'altro il piede destro diel conte Cesare e tre, quelli micidiali, il tronco. La vittima (nella foto, particolare, la notizia della sparatoria letale riportata dal quotidiano milanese “Corriere della Sera”, il 5 gennaio di quel ’69, nel pezzo a firma di Sandro Meccoli) era il terzogenito di Pietro, creato primo duca d’Acquarone il 19 ottobre 1942. Personaggio non comune il padre: generale di brigata di cavalleria del regio Esercito, senatore del regno dal 23 gennaio 1934 al 7 novembre 1947, ex istruttore militare del principe ereditario Umberto, già ministro della real Casa, dall’1 gennaio 1939 al 4 giugno 1944, ovvero dopo Alessandro Mattioli Pasqualini e prima di lasciare l’incarico a Falcone Lucifero, nonché principale consigliere del sovrano sabaudo Vittorio Emanuele III. Il duca Cesare era presidente della società Trezza, tra le realtà più importanti e datate nella riscossione delle imposte e dei dazi per conto degli enti locali. Nonché figura apicale della Aeralpi, compagnia di collegamento aereo tra i principali centri del nord Italia con Cortina d’Ampezzo. Al rientro dall'America latina avrebbe avuto in programma, grazie all’organizzazione di Renato Hausmann, barman dell’Hotel de la Poste ampezzano, la festa da 250 invitati nel castello di famiglia di San Candido, in Val Pusteria, per celebrare l’anniversario di nozze. La salma, sottoposta a tre autopsie, verrà rimpatriata, nell’aeroporto di Milano Malpensa, via New York, l’8 gennaio successivo, a bordo di un volo di linea Alitalia per poi essere spostata, via charter, nella città scaligera. Dal testamento risulterà unica erede del considerevole patrimonio la figlia Chantal, avuta da Claire, di 3 anni. Il movente dell’uccisione rimarrà non ufficialmente chiarito. La vicenda verrà raccontata anche nel volume, del giornalista Luigi Romersa, “Il delitto di Acapulco”, che sarà pubblicato da Reporter, di Roma, nello stesso 1968. Ma la trama servirà anche come spunto allo scrittore di origine ucraina Giorgio Scerbanenco per il suo romanzo “Le principesse di Acapulco”, che uscirà per la casa editrice meneghina Garzanti nel 1970.