Il Pescara per risalire punta sui gol di Di Nardo

Il Delfino dopo la buona prova di Venezia si prepara all’esame Palermo. Contro i siciliani mancherà Gravillon per squalifica. Anche Altare scalpita: «Sono pronto per giocare, decide Gorgone»
PESCARA. Analisi e riflessioni dopo la bella partita di Venezia ma che non ha prodotto punti. Con i risultati di ieri si è definitivamente disegnata la classifica al termine della ventiseiesima giornata: biancazzurri a -7 dai play out con la salvezza diretta che è un punto più avanti. E c’è sempre il calendario che per le prossime due non aiuta: Palermo in casa e Frosinone in trasferta prima delle ultime 10 gare che il Pescara non può fallire se vuole sperare nella permanenza in B.
Analisi di Venezia-Pescara. Sono due gli aspetti che lasciano l’amaro in bocca in un pomeriggio dove Ivan Saio aveva fatto quello che per mesi faceva Sebastiano Desplanches. Primo rammarico per non aver raddoppiato con Meazzi che non ha spinto in rete un assist delizioso di Giacomo Olzer: un eventuale 2-0 poteva indirizzare diversamente il match ed invece il Venezia negli ultimi 5’ del primo tempo ha ribaltato il risultato. Secondo rammarico quello di aver preso il 3-2 quando il Pescara era ben messo in campo e non stava rischiando più come nel primo tempo. E poi c’è il solito aspetto tattico: le pressioni alte fatte dai biancazzurri che hanno scoperto troppo l’area di rigore. La fotografia è il gol di Yeboah nel finale di primo tempo. Bettella, un centrale difensivo, va forte su Busio addirittura nella metà campo avversaria. Palla alta a scavalcare e il Venezia è bravo a trovare poi tutto solo senza marcatura Yeboah in area che finalizza al meglio. Perché, dopo Avellino, si è tornati a fare quel tipo di lettura tattica? Il tecnico Gorgone conosce meglio di tutti la squadra. Avrà ritenuto che abbassarsi e concedere campo e palleggio a giocatori di spessore come Kike Perez o lo stesso Yeboah non poteva essere la soluzione. Certo, se Meazzi avesse fatto il 2-0 avrebbe avuto ragione Gorgone. Ma nel calcio con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Di sicuro dal Penzo esce ancora una volta un Pescara che ha da recriminare, ma un Pescara vivo e che crede fortemente nella salvezza. E con un gioiellino chiamato Berardi: il movimento fatto dal 2006, che ha preso le spalle non a uno qualunque ma Hainault è da grande giocatore. Al pari dell'assist per Di Nardo fatto non con il suo piede forte.
Di Nardo gol. Contro il Palermo delle stelle di Inzaghi il Pescara si affiderà molto sul ritrovato Antonio Di Nardo. L’ex Campobasso ha realizzato una doppietta e ha spezzato il digiuno che durava dallo scorso 8 dicembre quando sbloccò la gara di Bari con un colpo di testa. Toccherà a lui provare a trascinare il Pescara contro un’altra grande del campionato. Verrà fermato dal giudice sportivo Andrew Gravillon, di sicuro tornerà a disposizione Gaetano Letizia che a Venezia é rimasto in panchina per un leggero affaticamento. In difesa Gorgone potrebbe confermare la coppia Bettella-Cappellini anche se Giorgio Altare inizia a scalpitare.
Altare si candida. E l’assist lo ha dato qualche giorno fa proprio il forte centrale ex Venezia e Sampdoria. Intervenuto nel corso di un evento sponsor, Altare ha lanciato la sua candidatura. «Io sono pronto per giocare. Mi sento bene e sono a disposizione del mister». E contro il miglior attaccante del campionato, Pohjampalo, Gorgone potrebbe fare un pensiero sul forte centrale difensivo arrivato l’ultimo giorno di mercato dopo la partenza di Riccardo Brosco. Altare è un lusso per la B, sta bene nella categoria superiore ma viene da un lungo stop per la rottura del crociato a maggio dello scorso anno. Oramai l’infortunio è alle spalle e contro il Palermo Gorgone potrebbe decidere di farlo debuttare in maglia biancazzurra. Dall’inizio o a partita in corso Da valutare le condizioni di Luca Valzania (dolore al ginocchio ma ieri stava già meglio) e e di Lorenzo Meazzi ( ferita alla gamba). Torneranno a disposizione Merola, Graziani e Oliveri.
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