Area di risulta, scontro sul silos «Ci saranno solo 320 posti auto»

4 Agosto 2024

Pettinari mostra una relazione del Comune e denuncia: «Con il primo lotto, pronti solo due piani» La zona sud del posteggio perderebbe mille stalli: «Pochi spazi, l’intervento va riprogettato»

PESCARA. Sull’area di risulta ci sono in tutto oltre 2.300 parcheggi. Di questi, 1.300 si trovano nella zona sud e gli altri mille a nord. Con i lavori in corso per la bonifica, ambientale e bellica in vista del primo lotto del parco centrale con un silos, sono spariti circa 700 posti auto e si è aperta un’emergenza sosta senza precedenti. A fronte di questi numeri, arriva la denuncia del consigliere comunale Domenico Pettinari: «Con i fondi a disposizione per il primo lotto dei lavori saranno garantiti soltanto 320 posti con un silos di due piani». E Pettinari mostra la pagina 12 della relazione generale del progetto di fattibilità tecnico-economica in cui si dice: «Nella procedura di appalto prevista nella fase attuale, si è scelto di concentrare le risorse finanziarie disponibili per completare i primi due livelli della piastra parcheggio, garantendo quindi la realizzazione immediata di circa 320 posti auto e le sole strutture dei restanti due livelli previsti, ivi compresi gli elementi di tamponatura perimetrale».
Il progetto per cambiare faccia all’area di risulta, da distesa d’asfalto a bosco nel cuore della città, è sempre più contestato: un’operazione, compresa la sede unica della Regione, che potrebbe superare i 70 milioni di euro. Ma, finora, di fondi disponibili ce ne sono soltanto quasi 20 e 4 sono privati, provenienti dalla Fondazione PescarAbruzzo che ha offerto i lavori del verde su tre ettari. Il 6 agosto, la Regione potrebbe dire sì a un maxi mutuo. «Con il progetto del lotto 1», dice Pettinari, insieme ai consiglieri Caterina Artese e Massimiliano Di Pillo, «saranno garantiti solo 320 auto e, quando e se saranno ultimati i lavori, forse si arriverà a 800, attualmente sono circa 1.300 e quindi ci sarà una perdita di quasi la metà. Nel secondo lotto sono previsti circa 1.100 posti, ma, considerando gli uffici pubblici, questi saranno sicuramente insufficienti e saranno posti tolti alla cittadinanza».
Nei documenti, l’amministrazione Masci prevede che in futuro ci sarà un calo di auto parcheggiate nell’area di risulta. «Il Comune», dice Pettinari, «nella relazione generale della delibera 523 dichiara anche che prevede una riduzione della fruizione pubblica e “un nuovo regime tariffario”. Sono prospettive preoccupanti, a scapito della collettività». Su questo, il documento del Comune recita: «La previsione di una potenziale riduzione degli stalli è stata assunta in considerazione della fisiologica contrazione della domanda causata dal nuovo regime tariffario, oltre che dal prevedibile aumento e futuro razionalizzazione della mobilità pubblica e ciclo-pedonale».
Pettinari prosegue: «La fantasia di un palazzo della Regione come simbolico centro di potere, che necessariamente si svilupperà in altezza, la riduzione dei parcheggi e un verde tutto da realizzare a danno del servizio ora svolto del parcheggio e della mobilità sostenibile cittadina sono prospettive preoccupanti». Il consigliere, presidente del movimento Pettinari per l’Abruzzo, boccia il parco di Masci che dovrebbe essere di circa 6 ettari: «Con il recupero dell’area di risulta si doveva dotare prioritariamente la città di Pescara di un polmone verde centrale, quindi l’area doveva essere riprogettata con una vocazione maggioritaria a verde, con il progetto attualmente predisposto il Parco urbano occuperà sostanzialmente il 50% dell’area, 6,6 ettari su circa 13 totali, ora se la priorità era il verde ci si poteva spingere per arrivare a coprire il 60/65% dell’area con il Parco e non solo la metà».