Area di risulta, sì al maxi mutuo: il palazzo della Regione in centro

La maggioranza di centrodestra va avanti con il piano per la sede unica: tra settembre e ottobre una legge regionale fisserà tetto di spesa e grandezza dell’edificio, ma è scontro tra centrodestra e Pd
PESCARA. Un maxi mutuo da oltre 50 milioni di euro per costruire la sede della Regione Abruzzo nell’area di risulta. Con la legge di assestamento di bilancio approvata martedì scorso, il consiglio regionale a maggioranza di centrodestra ha deciso per «il ricorso all’indebitamento». Così sarà realizzato secondo l’amministrazione Marsilio il palazzo con uffici, auditorium e biblioteca circondato da un bosco. L’articolo 14 licenziato due giorni fa rimanda per i dettagli a un «successivo provvedimento normativo»: sarà una legge regionale, che potrebbe essere discussa tra settembre e ottobre, a fissare i numeri della sede che verrà. Arrivare all’approvazione della legge non sarà una passeggiata: «Il presidente Marco Marsilio», annuncia già il consigliere regionale Pd Antonio Blasioli, «si prepari a una forte battaglia in aula, perché c’è grossa contrarietà da parte della città. Il palazzo della Regione, anziché essere realizzato in pieno centro, potrebbe invece essere di aiuto per ripristinare il decoro urbano di un quartiere periferico».
Secondo il progetto della filiera del centrodestra, dal Comune alla Regione fino al Parlamento, il palazzo sarà costruito nel cuore di Pescara su circa 9mila metri quadrati di proprietà comunale; quanto sarà grande l’immobile non si sa ancora anche se, in Regione, si parla di una volumetria di circa 60mila metri cubi. In base al progetto, intorno al palazzo regionale ci saranno 6,5 ettari di verde: un bosco al posto dell’attuale distesa di parcheggi.
Ma quanto costerà trasformare l’area di risulta da parcheggio con quasi 2.400 posti auto a parco centrale con due silos per la sosta, verde e sede della Regione? Il piano stimato in 70 milioni di euro potrebbe essere ritoccato al rialzo e arrivare a 90.
«Una sede non unica», commenta Blasioli, «visto che non conterrà tutti gli uffici e i dipendenti, che si svilupperà su un terreno di 9mila metri quadrati nel centro di Pescara, senza tra l’altro versare un solo euro al Comune di Pescara. Una scelta in controtendenza che non sarebbe stata possibile in nessun’altra città, considerati anche i valori preoccupanti della qualità dell’aria. Ad oggi non sappiamo di quanto sarà l’investimento, non sono convinto che si tratterà solo di 52 milioni di euro, noi abbiamo chiesto invano dei chiarimenti che non ci sono stati».
Il 5 agosto scorso, proprio Blasioli aveva scritto una lettera al responsabile del procedimento della sede unica, l’ingegnere Giancarlo Misantoni, ma finora le risposte non sono ancora arrivate: «Le chiedo», recita la lettera, «le dimensioni della sede, il numero dei parcheggi pertinenziali realizzati per i dipendenti e i fruitori e la somma necessaria e come verranno realizzati la viabilità di accesso alla sede, comprensiva della quantificazione economica».
Intanto, l’area di risulta è al centro di una doppia bonifica, bellica e ambientale: è il prologo ai lavori del primo dei due silos in programma (zona sud) e del parco. In Comune c’è attesa per il responso della società Rina Check srl di Genova incaricata della verifica del progetto del primo lotto da 20 milioni: con il sì della Rina Check, il Comune potrà poi dare il via alla gara d’appalto per trovare l’impresa che curerà la progettazione esecutiva e, a seguire, realizzerà i lavori. (p.l.)

